21/11, festa dell’albero, la “Foresta che avanza” celebra la ricorrenza

Festa dell'albero
Come ogni 21 novembre, i militanti del gruppo ecologista la “Foresta che Avanza” hanno celebrato la tradizionale Festa dell’Albero. 
Nonostante il particolare momento per l’Italia, costretta a un nuovo lockdown, gli attivisti della FCA hanno comunque celebrato questa festa dedicata alla natura. L’associazione ecologista ha voluto “ricordare agli esponenti dell’Intellighenzia nostrana che è estremamente controproducente fiaccare l’animo degli italiani seminando paura e attuando terrorismo psicologico nei loro confronti.” Alberi di vario genere sono stati piantati o donati ad istituzioni pubbliche in tutta la penisola, da nord a sud, con l’affissione contemporanea di striscioni con scrittoSeminare piante e non terrore“.
La risposta della Foresta che Avanza è stata quella di non fermarsi davanti a lockdown ed emergenza, disseminando alberi anche quest’anno su tutto il territorio nazionale. Un’azione simbolica di rinascita, fermezza e solidità. “Il verde degli alberi rinfrancherà di certo l’animo degli italiani, i quali dovranno essere capaci di traghettare la nazione fuori da questa ennesima crisi” hanno aggiunto i militanti.

LA FESTA DELL’ALBERO

In Italia la prima “Festa dell’albero” venne istituita con la legge forestale del 1923. Inserita nel nostro patrimonio di celebrazioni con l’art. 104 che recita: “E’ istituita la Festa degli alberi. Essa sarà celebrata ogni anno nelle forme che saranno stabilite di accordo fra i Ministri dell’Economia Nazionale e dell’Istruzione Pubblica. Lo scopo è infondere nei giovani il rispetto e l’amore per la natura e per la difesa degli alberi.” L’idea la si deve ad Arnaldo Mussolini, fratello minore di Benito, a cui non a caso ancora oggi sono intitolati numerosi giardini in tutta Italia.

Nominato presidente del Comitato Nazionale Forestale, Arnaldo, scriveva nel giornale Il Bosco: “in Italia si deve generalizzare un nuovo convincimento, che io vorrei definire il culto dell’albero”, ponendo il “problema di educazione civile e di rispetto verso gli alberi”. In un celebre discorso, pronunciato l’8 settembre del 1928, affermava: “Camerati del piano e del monte! È l’ora della terra. È l’ora nostra. Ruralizzare l’Italia non vuol dire riportare gli uomini della terra alla pastorizia. No! Significa bensì portare i due terzi del popolo italiano ad essere una linfa vitale e rigogliosa del tronco millenario della Stirpe. Significa portare il lavoro silenzioso e sconosciuto della terra all’altezza del concetto sovrano della vita moderna nazionale”. Poche parole ma molto profonde, sufficienti a spiegare la concezione spirituale della natura insita nella visione del mondo Fascista.

La celebrazione si è svolta con regolarità e con rilevanza nazionale fino al 1979. Successivamente è stata delegata alle Regioni che provvedono localmente ad organizzare gli eventi celebrativi. A dir la verità non sempre sufficienti a sensibilizzare adeguatamente la popolazione sull’importanza del tema.
La “Festa dell’albero”, se celebrata con profondità di contenuti, rappresenterebbe un importante strumento per creare una sana coscienza ecologica nelle generazioni future, molto più delle ipocrite campagne delle multinazionali che finanziano Greta Thumberg.

In un mondo in cui dilaga il più bieco materialismo consumistico, la sfida più grande è riuscire a comprendere l’anima di ciò che ci circonda. 

 

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