Si intitola “White Guilt” ed è uscito – l’8 aprile – per le Edizioni di “Passaggio al Bosco“, già note per aver portato alla luce testi “non allineati” e controcorrente. Agile e diretto, questo lavoro di Emanuele Fusi è incentrato sull’analisi dettagliata e metodica di tutti quei fenomeni – culturali, sociali e fisici – che manifestano l’esistenza di un razzismo “anti-bianco“, diretto contro gli europei e i loro discendenti.

Un’analisi impietosa, che dovrebbe far riflettere tutti: dietro la maschera di un progressismo che tutela – a parole – i “diritti civili”, si nasconde la pericolosa tentazione etno-masochista di chi, in ossequio al corto circuito del “cultural marxism“, vorrebbe imporre il livellamento globale, lo sradicamento generalizzato e la conseguente estinzione dei popoli bianchi, evidentemente “colpevoli” di un peccato originale: essere gli eredi degli colonialisti e degli schiavisti. 

Non è una fantasia distorta, ma la realtà di un modello – quello occidentale – che sembra essersi votato all’autolesionismo: sono decine i nomi di illustri accademici, politici, giornalisti, star cinematografiche e opinionisti che – certi di essere dalla parte “giusta” – sputano veleno contro i propri simili, predicando un razzismo che – a parti inverse – avrebbe scatenato sommosse sociali, scomuniche pubbliche e veti incrociati. Tra i dogmi di un pensiero unico sempre più influente, infatti, pare esserci anche questo: la sistematica discriminazione verso i popoli bianchi, ormai ridotti a minoranza sul pianeta e afflitti da un declino demografico che pare inarrestabile. Una discriminazione che, stando ai fatti, sembrerebbe essere tollerata e sostenuta da centri di potere tutt’altro che secondari…

Il libro di Fusi, molto ben scritto, analizza molto dettagliatamente le manifestazioni di quest fenomeno: dalle metropoli americane alle banlieue parigine, dalle fattorie del Sud Africa ai fiordi della Scandinavia, dalle aule parlamentari ai salotti televisivi, dalle cattedre universitarie alla stampa patinata. La cronaca degli eventi, rigorosamente censurata dai media mainstream, assume i tratti di un’ecatombe silenziosa.

Un viaggio coraggioso e “scorretto”, nei meandri di un’steria progressista pronta a ridisegnare i parametri della democrazia e ad operare evidenti cortocircuiti culturali. In tempi di diffuso “allarme razzista”, spesso utilizzato a sproposito per attaccare una precisa parte politica, questo testo rilancia un tema scomodo e attualissimo, che contribuisce ad animare il dibattito e ad innescare riflessioni più attente.

Da leggere e diffondere. 

IL LIBRO E’ ACQUISTABILE A QUESTO INDIRIZZO:
https://www.passaggioalbosco.it/prodotto/white-guilt/