Le visite al Corridoio Vasariano, se non lo sapete, sono sospese per lavori in corso e per un nuovo progetto.

Un progetto che non poteva non suscitare qualche scalpore, vista l’importanza di questa via aerea unica al mondo.

In passato ho avuto il piacere e l’onore di occuparmi del Corridoio Vasariano con la scomparsa, Caterina Caneva, grande storica dell’arte e amica.

Insieme, e con altri storici dell’arte, abbiamo scritto il volume Il corridoio vasariano agli Uffizi edito nel 2002 dalla Banca Toscana. Lavoro dettagliato e accortissimo, unica testimonianza specifica e approfondita di quel che non sarà più e di quel che siamo stati abituati a visitare nella galleria sopraelevata unica nel suo genere, senz’altro la più famosa al mondo: molte delle opere d’arte e gli autoritratti.

Tempo di visite ai Musei questo e in molti mi chiedono:

“Andiamo insieme a visitare il Corridoio vasariano?”.

“No che non possiamo. E non potremo per tanto altro tempo ancora, tanto quanto prevedono i lavori di ristrutturazione, anzi, di rivoluzione!”.

La spiegazione dell’opera d’arte verrà a mancare in quanto il Corridoio vasariano sarà ripristinato a camminamento sopraelevato sul fiume Arno, come avveniva un tempo

Cosa non sarà più visibile all’interno del Vasariano?

Non faranno più parte dell’itinerario gli oltre 700 dipinti, tra i quali un corposo nucleo di autoritratti, che negli scorsi decenni erano appesi alle pareti del Vasariano. Rimossi nei mesi scorsi, gli autoritratti verranno esposti in una serie di sale di prossima apertura al primo piano della Galleria delle Statue e delle Pitture.

La collezione di autoritratti più vasta ed importante al mondo, mettiamoci il cuore in pace, non sarà più visibile nella suggestiva via aerea!

Questo colpo d’occhio non sarà più godibile. Al posto della quadreria immaginatevi pareti vuote intercalate da sculture del periodo romano ed ellenistico e qualche dipinto. Il senso di “horror vacui” cadrà definitivamente e con esso si farà avanti una nuova concezione di fruizione del bene pubblico, più veloce e meno “pensata”.

Alla luce della sua nuova funzione di passeggiata panoramica sopra Firenze, verranno ‘aperte’ le 73 finestre collocate lungo il percorso (delle quali molte finora oscurate a protezione dei dipinti), per la loro conservazione.

I visitatori potranno ammirare così la bellezza del centro storico osservato dalla singolare e suggestiva visuale del camminamento.

A decorare il Vasariano, leggo nel comunicato stampa, resteranno comunque circa 30 sculture antiche, e una raccolta di iscrizioni greche e romane (attualmente in deposito dagli anni ’80 dell’Ottocento).

Ci sarà poi uno spazio dedicato agli affreschi cinquecenteschi, realizzati per volontà dello stesso Giorgio Vasari, che un tempo decoravano l’esterno delle volte del Corridoio al Ponte Vecchio: staccati dalla loro collocazione alla fine dell’Ottocento, sono stati restaurati negli anni ’60 del secolo scorso e poi esposti nell’ambito di mostre temporanee per poi tornare in deposito, dove si trovano tuttora.

La nuova vocazione storica. I Memoriali

Oltre a quella panoramica, il percorso avrà però anche una vocazione storica. Per questo due punti del camminamento accoglieranno memoriali:

il primo, in corrispondenza di via Georgofili, da dove è possibile vedere il punto in cui esplose l’ordigno che causò la strage nel 1993, ospiterà gigantografie metalliche con riproduzioni fotografiche di quei drammatici momenti ed i dipinti degli Uffizi danneggiati dallo scoppio della bomba (tra i quali il recentemente restaurato ‘Giocatori di Carte’ di Bartolomeo Manfredi e la ‘Natività’ di Gherardo delle Notti);
il secondo si troverà appena passato Ponte Vecchio, e verrà dedicato al tema della devastazione da parte delle truppe naziste del centro storico di Firenze (in particolare nella Notte dei Ponti, 4 agosto 1944), anche in questo caso ricordata attraverso gigantografie metalliche di foto del tempo.

 

Un po’ di numeri

Il Corridoio Vasariano, realizzato nel 1565, nel senso più ampio è lungo 760 metri (da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti), nel senso più stretto 505 metri (dagli Uffizi a Palazzo Pitti)

Saltuariamente accessibile a visite guidate per gruppi, è stato chiuso totalmente per ragioni di sicurezza nel 2016

10 milioni di euro (già stanziati) per finanziare il progetto di riapertura

1 anno e mezzo è la previsione per la durata dei lavori

125 persone il numero massimo di persone che potrà contenere in contemporanea il Vasariano

500mila la stima dei visitatori che percorreranno ogni anno il Corridoio

45 euro il costo del biglietto in alta stagione, 20 in bassa; scolaresche gratis

5 le uscite di sicurezza che verranno realizzate lungo il percorso

73 le finestre del Corridoio affacciate sul centro di Firenze

Vi saranno collocati 2 Memoriali storici, gli affreschi staccati delle volte esterne, circa 30 sculture antiche e alcune centinaia di iscrizioni greche e romane

Oltre 1000 pagine di progetto esecutivo, 201 metri quadrati di elaborati tecnici realizzati, 23 relazioni specialistiche redatte, 2435 fotografie

Galleria di immagini del Nuovo Corridoio Vasariano

(courtesy Gallerie degli Uffizi)

Intanto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt chiosa: “Sarà una passeggiata panoramica ad accesso democratico affacciata sul cuore di Firenze, dal 2021 lo visiteranno 500mila persone all’anno”, mentre si apre la polemica sui biglietti.

Ma se 45 euro non vi sembrano “democratiche” ma elitarie ricordate che state camminando su una delle storie più belle al mondo, un dono di nozze unico nel suo genere (fu realizzato su progetto di Giorgio Vasari nel 1565, in occasione del matrimonio tra il figlio del granduca, Francesco I, e Giovanna d’Austria e in meno di cinque mesi, un tempo record): fantastica galleria aerea sospesa nello spazio.

Altro che 45 euro! Altro che passeggiata democratica! 

 

L’autrice ringrazia l’Ufficio stampa preposto, per il materiale fotografico e documentaristico fornito.

Per qualsiasi aggiornamento in merito si prega di scrivere a: arte@adhocnews.it

Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre. Ha poi contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon in mostre e progetti culturali di respiro internazionale.