Uomini – Attesa per l’uscita il prossimo aprile di No Time to Die, 25° film della saga di 007.

Daniel Craig torna per la sesta volta nei panni dell’agente segreto britannico nato dalla penna di Ian Fleming, a sua volta spia inglese…

250 milioni di dollari di budget per un capitolo di una saga che dura da mezzo secolo. I risultati, certo, ci sono: al di là degli incassi, 007 è diventato una icona culturale. Forse solo Bela Lugosi/Dracula è riuscito a fare di meglio. Quando si pensa ad un vampiro, infatti, si immagina il frack mantellato dell’attore magiaro-americano. Se si parla di spionaggio, invece, torna subito alla mente la sigla “00” con “7” finale, insieme ai gadget di “Q“. 

Sei gli attori che si sono susseguiti nel ruolo: Sean Connery, George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan, Daniel Craig

Il record di interpretazioni va a Moore, sette. Seguono Craig e Connery con sei. Ma il volto più famoso dell’agente segreto resta quello dello scozzese Sean Connery, seppure a distanza di 60 anni. 

Cosa ci piace di lui? Agli uomini la sua eleganza, la capacità di adattarsi ad ogni situazione e la sfrontatezza con la quale seduce le “sue” bond-girl. Alle donne sembrano essere ancora colpite dalla freddezza, dall’eleganza e dai modi sicuri del bell’inglese. 

E Facebook è un ottimo viatico di opinioni… evergreen

Il successo di 007 sembra dunque essere motivato dallo stile, dal carattere, dalla vita avventurosa e dalla grande disponibilità economica. Certamente elementi che colpiscono. 

Ma può essere davvero un modello ancora valido per gli uomini di oggi? A dire il vero no. E non lo è stato anche per le generazioni precedenti. Il personaggio di Daniel Craig è un emotivo ed un impulsivo, che ragiona più di pancia che di testa. Quello di Connery era freddo, cinico, poco incline alle relazioni umane. E che sceglieva solo un tipo di donna: bellissima ma superficiale, capricciosa e debole di carattere. In altre parole il “tipo” che poteva piacere all’uomo degli Anni ’50-’60 e che troverebbe poco spazio nella società odierna… 

Il mondo è infatti molto cambiato, specie nel rapporto uomo-donna. Esiste una maggiore e lecita parità dei sessi, non sempre però sfruttata a vantaggio della donna stessa cheinsegue, specialmente sui social, il mito dell’ “uomo di una volta“, affascinante da un lato e terribile dall’altro. 

Quello di una volta, infatti, era il maschio con ampio potere decisionale che gli derivava da una società nella quale l’Uomo era posto sul piedistallo, la Donna in sua adulazione. E per il quale no era no o partiva un ceffone. Siamo sicuri sia la persona adatta con la quale stare?

007, dunque, rappresenta un modello superato, da prendere come esempio solo per lo stile (l’eleganza classica e sobria) non certo per il comportamento. E’ inoltre un debole, perché cerca donne “oche” per appagare il suo egocentrismo o, nel caso del ruolo di Craig, che si comporta da “Toro scatenato” per non obbedire alle regole dell’MI6. 

Ciò non toglie che No time to Die non vada gustato e goduto. Specie per chi è appassionato di spionaggio. Ma senza esagerare, da una parte e dall’altra. A meno che gli uomini non vogliano passare la vita soli e le donne essere sempre trattate come una delle tante…

Forse meno affascinante dei Connery/Craig, l’uomo di oggi non cerca oche ma donne di carattere. Sono quelle di cui ci si innamora e le uniche con le quali trascorrere il resto della vita insieme. Quelle con personalità e capacità decisionale dalle quali tutti i doppio “00” sarebbero scappati. Eccetto Moore, forse… 

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Giornalista e fotoreporter. La sua prima, più importante “scuola” è stata GQ per la quale si è occupato di moda maschile, eventi, luxury, eros e talvolta di enogastronomia, spaziando fra cucine stellate e razioni da campo. Due lauree, una in Storia e un’altra in Storia e Politica Internazionale. La passione per lo studio del passato e per l’analisi della politica estera lo accompagna sin dai tempi dell’università. Oggi collabora con importanti riviste di settore italiane e straniere (BBC History, Conoscere la Storia, AeroJournal, Affari Internazionali) e realizza reportage in Italia e all’estero per IlGiornale, LiberoQuotidiano, RID. Ha pubblicato due libri di storia aeronautica ed è in attesa dell’uscita di due nuovi dedicati ai Balcani. Crede nel valore dell’esperienza e non ha mai rinnegato il passato. Ogni argomento trattato, per quanto diverso, ha infatti dato qualcosa in più al suo lavoro. Cura uno spazio su igersitalia.it e gestisce il profilo ufficiale Instagram @Igers_terni_ E’ responsabile della rubrica “difesa” di AdHocNews.it