L’alleanza governativa è stata bocciata nettamente alla prima prova elettorale.
Si può parlare tanto di considerare le questioni locali, anche se nel caso di una regione con una storia fortemente di sinistra come l’Umbria non so quanto possa giovare agli apologeti dell’esecutivo giallo-rosso , ma il fatto che il centro-sinistra avesse già perso gran parte dei comuni non diminuisce la portata dell’evento per il quale il Movimento Cinque Stelle per la prima volta nella sua storia scendeva in campo in favore di un candidato appoggiato da tutta una coalizione.
Sicuramente si rafforza il prestigio di Matteo Salvini, che ottiene un risultato eccezionale, come la Meloni da un ottima prova e Forza Italia conferma di avere uno zoccolo duro di elettori che riesce a mantenere.
Ma la vera sconfitta è per i partiti di governo.
Sulla carta solo i grillini ed Partito Democratico partivano con oltre il 50% dei consensi. Dunque una partita largamente contendibile, teoricamente quasi in discesa.
Eppure chi ha affossato il candidato unitario della coalizione governativa sono stati proprio i partiti di governo, o meglio è stata proprio la non accettazione da parte degli elettori del patto di governo a tagliare le gambe al candidato giallorosso.
Il Partito Democratico ha avuto un tracollo in termini percentuali, i pentastellati hanno preso poco meno della metà dei loro voti.
Non si può neanche dire che il candidato del centrosinistra non fosse radicato, visto che poi le sue liste civiche hanno portato circa il 7%.
Il candidato ha fatto la sua parte, quello che è mancato è il ruolo dei partiti che avrebbero dovuto reggere, invece sono stati travolti.
Le elezioni umbre assumono chiaramente un segnale politico, è la prima volta che gli italiani si sono potuti pronunciare sul governo Conte Bis e sull’alleanza che lo sostiene.
Oggi lo stesso Conte si è affrettato a dire che il governo andrà avanti lo stesso, ma questi sono segnali di evidente debolezza.
È chiaro che qualunque governante può ignorare le sconfitte, ma la pazienza ed il supporto dei partiti partiti quando si tratta di erosione di voti si ottiene solitamente se ci sono , da parte del governo, prospettive di cambiamento che portino a delle scosse atte a riavere consenso. Oggi l’alleanza governativa è stata bocciata e di certo il governo non esce rafforzato, se questo si dovesse ripetere in emilia-romagna sarebbe praticamente impensabile per Conte andare avanti con questo governo, alla luce di qualunque buon senso da parte dei dirigenti del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle.