Tommaso Cinque naufrago dell’ “Oria” (foto arch. Piroscafooria.it)

Si chiamava Tommaso ed era nato a Castel Giorgio, delizioso paese dell’orvietano.

La Seconda Guerra Mondiale lo aveva visto distaccato nelle isole greche dove è catturato dai tedeschi inseguito all’Armistizio.

E’ avviato alla deportazione via mare.

Una volta sbarcato raggiungerà i campi di prigionia sul continente.

Una sorte comune a quella dei militari delle guarnigioni di Lero, Corfù e Cefalonia arrestati fra il ’43 e il ’44.

Un prigioniero di guerra, dunque, che insieme a 4046 connazionali anch’essi prigionieri, incrocia le acque del Mare Egeo. E’ il 12 febbraio 1944. 

Il battello sul quale è imbarcato è l’Oria, varata in Norvegia e requisita dai tedeschi dopo l’occupazione del paese scandinavo.

Prima nella Marina di Vichy, la Kriegsmarine la invia nel Mediterraneo orientale mare ai tempi infestato di mine e reso altrettanto insicuro dagli aerei e dai sommergibili Alleati.

In fondo, mancando di distintivi o altri segni di riconoscimento sul particolare “carico”, per i piloti anglo-americani altro non erano che trasporto truppe nemici da affondare.

Migliaia di italiani sono morti in attacchi aerei quando i piroscafi erano, addirittura, ancora in porto.

L’Oria per sua fortuna scampa alle mine e ai caccia, ma in vista del continente, il 12 febbraio 1944.

Ma qualcosa va storto. Il mare e le sballottano lo scafo l’Oria si incaglia sugli scogli di Capo Sunio, località a 70 km da Atene.

Dei circa 4 mila imbarcati se ne salvano poco meno di 40, più 6 membri dell’equipaggio e il comandante.

Una tragedia immane che non fece che allungare la triste lista dei prigionieri morti in mare.  

Sorte analoga toccò infatti ai prigionieri delle navi Donizzetti e Rosselli in navigazione da Rodi e Corfù.

E alle vittime degli affondamenti dei battelli britannici Arandora Star, Shuntien e Laconia.

Quest’ultimo, in particolare, drammaticamente noto per il decesso in massa di quasi tutti gli italiani a bordo. Le guardie polacche impedirono loro infatti di salvarsi, lasciandoli in balia delle onde e degli squali.

Di Tommaso è conservata una foto su piroscafooria.it, sito dedicato al naufragio e ricco di materiale iconografico.

Il giovane orvietano è un ufficiale e le mostrine sono quelle di un reparto del Regio Esercito, ma il bianco è nero rende difficile capire quale sia il colore distintivo dell’unità.

Un’immagine che si perde fra gli oltre 300 scatti raccolti dai curatori del portale, quasi tutti di ufficiali e soldati del Regio Esercito e delle altre armi.

E  provenienti da tutta la Penisola, molti dalle Marche, dal Lazio e dalla Toscana.

Ma sono meno del 10% del totale dei naufraghi: una manciata di volti a fronte di migliaia divorati dal mare o i cui corpi sono stati trascinati dalla corrente sulle spiagge dell’Attica.

Una storia dimenticata insieme a quelle di tanti altri italiani e umbri scomparsi sui campi di battaglia e nei campi di internamento di tutte le nazioni belligeranti.

Quanto alla nave nel 2018 il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha decorato il ricercatore greco Aristotelis Zervoudis .

Suo il merito dell’individuazione del relitto e per aver contribuito a far conoscere all’opinione pubblica la drammatica vicenda.

Piccola, ma significativa vittoria della memoria contro l’oblio che ha attanagliato le generazioni successive alla Seconda Guerra Mondiale.

 

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Giornalista e fotoreporter. La sua prima, più importante “scuola” è stata GQ per la quale si è occupato di moda maschile, eventi, luxury, eros e talvolta di enogastronomia, spaziando fra cucine stellate e razioni da campo. Due lauree, una in Storia e un’altra in Storia e Politica Internazionale. La passione per lo studio del passato e per l’analisi della politica estera lo accompagna sin dai tempi dell’università. Oggi collabora con importanti riviste di settore italiane e straniere (BBC History, Conoscere la Storia, AeroJournal, Affari Internazionali) e realizza reportage in Italia e all’estero per IlGiornale, LiberoQuotidiano, RID. Ha pubblicato due libri di storia aeronautica ed è in attesa dell’uscita di due nuovi dedicati ai Balcani. Crede nel valore dell’esperienza e non ha mai rinnegato il passato. Ogni argomento trattato, per quanto diverso, ha infatti dato qualcosa in più al suo lavoro. Cura uno spazio su igersitalia.it e gestisce il profilo ufficiale Instagram @Igers_terni_ E’ responsabile della rubrica “difesa” di AdHocNews.it