La “Testa Lorenzini”, uno dei capolavori della scultura etrusca, probabilmente parte di una grande statua di culto del dio Apollo che si ergeva in un tempio dell’antica Volterra, è stata acquistata dalla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero per i beni e le attività culturali su proposta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato.

 

Presentata mercoledì 5 giugno 2019 nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, al quale è stata destinata dal Ministero, vi rimarrà stabilmente esposta al pubblico.

 

Alla presentazione hanno partecipato il Direttore generale Musei Antonio Lampis, il Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Gino Famiglietti, il Direttore del Polo museale della Toscana Stefano Casciu, il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato Andrea Pessina, e il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze Mario Iozzo.

 

Fino al 1997 la celebre scultura, già di proprietà della famiglia Lorenzini, da cui il nome con la quale è conosciuta, era stata data in prestito dai proprietari ed esposta nel Museo Etrusco Guarnacci di Volterra.

All’inizio del 2019 il Mibac ha esercitato il diritto di prelazione per questo prezioso reperto, mettendo a disposizione la cifra di € 355.000. Grazie a questo acquisto da oggi il pubblico, dopo 22 anni nei quali la Testa Lorenzini è rimasta non più visibile, potrà nuovamente ammirare questo capolavoro, presente in tutti i manuali di etruscologia e arte antica, presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il più grande e importante museo archeologico d’Italia a nord di Roma.

La straordinaria scultura, databile intorno al 480 a.C., definita da Ranuccio Bianchi Bandinelli “la più greca delle opere etrusche”, è il più antico esempio noto nell’Etruria centro-settentrionale di una figura scolpita nel marmo delle Alpi Apuane (il marmor lunensis dei Romani, oggi di Carrara). Riveste inoltre una notevole importanza perché come statua di culto divenne presto fonte di ispirazione per una serie di statuette in bronzo diffuse in tutto il territorio volterrano e certamente adoperate per i culti domestici.

 

 

Opera di un abile scultore etrusco il cui stile rivela forti influssi greco-orientali (nella massiccia volumetria, nei grandi occhi a mandorla, negli zigomi alti e prominenti), la scultura mostra anche caratteristiche tipiche dell’arte etrusca, come la fronte bombata, la complessa acconciatura dei capelli che rigonfiano il profilo della calotta cranica e la resa a rilievo delle arcate sopraciliari. Gli occhi, realizzati probabilmente in pasta vitrea e in altri materiali semipreziosi da inserire nelle orbite vuote, derivano dalla tecnica delle statue in bronzo.

 

La Testa Lorenzini è collocata nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze accanto ad altre opere di primaria importanza per la conoscenza della civiltà e dell’arte etrusche, come la Mater Matuta, il sarcofago di un defunto accompagnato dalla divinità infernale Vanth e il grande coperchio di sarcofago detto dell’Obesus etruscus, andando così a integrare la collezione delle sculture etrusche del museo fiorentino con un contributo di grandissimo valore.