Nel centenario della Fondazione dei “Fasci di combattimento” – tenutarsi il 23 marzo del 1919 nella milanese Piazza San Sepolcro – torna in libreria “La Dottrina del Fascismo“. Firmata da Benito Mussolini nel 1932, la Dottrina riprende gli orientamenti culturali e sociali del movimento, riallacciandosi agli spunti offerti – qualche anno prima – da Giovanni Gentile, che nel suo “Origini e dottrina del Fascismo“, in parte reperibile all’interno di questa nuova edizione curata da “Passaggio al Bosco“, aveva tracciato un profilo filosofico e spirituale del fenomeno politico. 

La dottrina del Fascismo”, può essere ritenuta il fondamento culturale di quell’azione che – attraverso la lotta – portò il Fascismo stesso al potere. Nella quarta di copertina di questa nuova edizione, a lungo attesa dagli appassionati della storia del Ventennio, si legge: “Per nulla dogmatica o accademica, la Dottrina racchiude gli orientamenti filosofici, gli istinti vitali e gli slanci sociali di un fenomeno – quello fascista – che fu politico e spirituale al tempo stesso: la sintesi tra il pensiero e l’azione, la fede fanatica nel Capo e nell’Idea, il dono sacrale e incondizionato di sé, l’affermazione di avanguardie rivoluzionarie, la volontà di edificare una Patria coesa e sovrana. E ancora: il richiamo alla Tradizione della Civiltà romana, il legame identitario con la Terra dei padri, la dimensione verticale dell’esistenza, la centralità di uno Stato che oltrepassa il meccanismo burocratico, il primato del sangue sull’oro e dello spirito sulla materia, la concezione organica del Popolo quale Comunità nazionale”. 

Ma questa nuova edizione non racchiude soltanto l’agile saggio mussoliniano: mette insieme tanti tasselli, che cercano di ricomporre il complesso mosaico dell’esperienza politica e sociale più dibattuta della storia italiana. Il testo si apre con il saggio introduttivo di Luca Leonello Rimbotti, autore noto per il vasto numero di libri prodotti in materia; per poi proseguire con un intervento di Giovanni Gentile e aprire ad un’ampia selezione di documenti ufficiali prodotti tra il 1919 e il 1945: dal “Manifesto dei Fasci di Combattimento” al “Programma del Partito Nazionale Fascista“, dalla “Carta del Lavoro” al “Manifesto di Verona“, dal “Decreto per la socializzazione delle imprese” al “Decalogo dell’Italiano nuovo“, redatto da Niccolò Giani per la “Scuola di Mistica Fascista“.

Insomma, ad un secolo dalla Fondazione del movimento fascista, il dibattito storico-culturale del Belpaese si arricchisce di un contributo interessante, che fotografa i vari aspetti di un fenomeno complesso, che continua ancora a dominare la scena del dibattito pubblico e a suscitare nuove interpretazioni e nuove analisi. A parlare, in questo testo, saranno i protagonisti dell’epoca, con i loro scritti originali e ufficiali: un reperto storico, dunque, che si presta ad una lettura obiettiva e ponderata, spogliata di quei pregiudizi che – troppo spesso – ne hanno condizionato il valore.