C’erano l’Assessore all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano Laura Galimberti, ed il Presidente del Municipio IV Paolo Guido Bassi, il 10 di ottobre scorso in via Einstein 6 a Milano, nell’aula studi del nuovo complesso realizzato dal Politecnico di Milano per ospitare gli studenti universitari che vengono da tutta europa, per due cerimonie di inaugurazione: una per le nuove residenze universitarie, e l’altra per il parco comunale sito nel complesso, intitolato a Norma Cossetto, giovane sudentessa universitaria stuprata, torturata e seviziata nel 1943 dai partigiani Titini.


Ma all’ultimo momento il suo nome è stato coperto con nastro adesivo bianco e quell’inaugurazione non si è tenuta.
Qualche giorno prima della cerimonia il Comune di Milano “con una telefonata ha posto il veto” sull’inaugurazione del parco pubblico realizzato nel campus universitario e affidato per trent’anni in gestione al Politecnico, per un “vizio di procedura”.


Il Presidente Paolo Guido Bassi del Politecnico durante la conferenza ha esternato tutta la sua delusione per l’iniziativa unilaterale del Comune di Milano e ha spiegato: «Abbiamo rispettato l’iter necessario, seguito anche da altri Municipi per l’intitolazione di parchi pubblici. Trovo strano che il Comune abbia rilevato presunti “vizi di procedura” qualche giorno prima, senza nessun atto ufficiale. Non ci hanno mai risposto o contestato qualcosa. Quella delibera prima, e poi la convenzione stipulata, hanno seguito il percorso corretto. Sono molto deluso e amareggiato, era molto significativo l’intitolazione a Norma Cossetto di questo giardino, a pochi giorni dal 76esimo anniversario del suo Martirio».
Marco Rondini Assessore Politiche sociali, Urbanistica e Verde del Municipio IV, ha parlato di un chiaro atto politico: «Memoria negata con una telefonata, in sostanza si nega la possibilità di dedicare a Norma Cossetto un giardino, quando noi riteniamo sia opportuno farlo. Norma Cossetto è stata vittima di un altro inqualificabile. Oggi scopriamo che invece, il Comune di Milano, il Sindaco Sala il suo Assessore Maran, negano la possibilità di dedicare questo giardino a Norma Cossetto in virtù, loro ritengono, loro dicono, di una procedura non corretta. Noi riteniamo invece che la procedura sia stata corretta e riteniamo che questo sia un atto politico mosso al Municipio IV perché è retto dal centro-destra. È un atto grave, molto grave, secondo noi ingiustificato».

Il Presidente della commissione Sicurezza e Verde del Municipio IV Francesco Rocca ha chiarito che «Le motivazioni sono formalmente legate a una non corretta procedura invece la procedura che è stata rispettata concordata con gli uffici è la stessa procedura seguita in un altro Municipio per un intitolazione ad un altro personaggio».
Il Consigliere del Municipio IV, Elisabetta Carattoni con delega alle Pari Opportunità ha lamentato che: «Norma Cossetto è stata uccisa dopo ore di violenza sessuale, i suoi aguzzini hanno abusato di lei e secondo me non si può fare politica sulla violenza delle donne. Le donne devono essere rispettate e il dolore di una donna violentata ed uccisa non può avere assolutamente colore politico. Ritengo che il comun, Sala, e l’Assessore maran che si sono messi di traverso, mettendo un veto, stiano facendo violenza sul diritto delle donne Questo si chiama censura. Mi auguro che sia stato solamente un errore».

La storia
Il Municipio 4, con una scelta che aveva avuto il via libera del rettore e delle associazioni attive nel ricordo degli italiani che sono stati esuli e vittime della pulizia etnica che i partigiani titini hanno operato nei confronti degli istriani, dei dalmati e dei giuliani, coinvolto dal Politecnico, mesi fa, aveva scelto di intitolare questo parco a Norma Cossetto che era una studentessa, stava scrivendo la sua tesi («Istria rossa», di bauxite) nel 1943, quando fu vittima di un’azione di impressionate ferocia: imprigionata, seviziata e uccisa dai partigiani titini. Probabilmente gettata ancora viva nella foiba di villa Surani.

Aveva 23 anni, e questo suo martirio è stato riconosciuto col conferimento, nel 2005, della medaglia d’oro al valore civile del Quirinale dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, un presidente «azionista», che la volle onorare e ricordare con il conferimento della medaglia.

l capogruppo di Fdi in Zona 5, Carlo Serini, ha piantato tre rose in suo omaggio, nell’ambito dell’iniziativa «Una rosa per Norma», celebrata in oltre cento città italiane.

Ma purtroppo  in altre città italiane, come a Latina, le lapidi a suo ricordo sono state più volte sfregiate e coperte di scritte deliranti ed oscene dai simpatizzanti dei centri sociali.

Ora per un “vizio procedurale” si nega il ricordo ad una martire della dittatura comunista titina, da parte di una giunta, come quella milanese, che non ha mai nascosto la sua vicinanza alle istanze di sinistra.

Ma l’unico vero vizio appare quello di una sinistra ancora arcaica e legata al comunismo che non pare pronta a riconoscere i propri errori ed orrori, come lo scempio e lo strazio perpetrati ad una ragazza più di settanta anni fa. Come per tappare la bocca si pone nastro adesivo sulla Storia, da negazionisti che ancora oggi pontificano tentando di piegare la realtà alle loro idee fallimentari.