Rabbia dei visitatori che nell’anno delle commemorazioni di Leonardo da Vinci, il 500° anniversario dalla morte, hanno trovato il convento di Santa Maria delle Grazie a Milano chiuso!

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci è un affresco parietale ottenuto con una tecnica mista a secco su intonaco (460×880 cm), queste le dimensioni, e si tratta della rappresentazione dell’ultima cena di periodo rinascimentale più famosa al mondo!

Opera mirabile e affascinante, dal grande potere attrattivo, anche perché instabile e mutevole, data la tecnica usata da Leonardo che ha previsto anche l’impiego dell’uovo.

Già nel XVI secolo l’opera presentava numerosi danni tanto che il Vasari, considerato a buon diritto il primo critico d’arte della storia, nel maggio 1566, notava che “non si scorge più se non una macchia abbagliata”.

Non entro adesso nelle interpretazioni dei personaggi, della loro disposizione e gestualità, non eseguo dunque l’analisi di una narrazione in pittura del noto racconto dell’Ultima cena, ma è mia intenzione sottolineare come la maggior parte dei beni storico artistici rimanga chiusa e degradata a causa di cattive politiche di gestione e di fruizione, dove i musei o le opere museificate, rimangono sistemi chiusi alla comunità di appartenenza che non viene più coinvolta.

Senza il coinvolgimento delle Comunità del posto, infatti, ogni capolavoro rimane avulso dalla storia territoriale perché vengono a cadere la giusta partecipazione e l’ottimale coinvolgimento emotivo di un’intera cittadinanza residente garante dell’identità, della storia, persino della fruibilità di un luogo, di un’opera.

Quanti ricordi “attaccano” i milanesi a quel Cenacolo? Quanti racconti? Perché non permettere anche ai cittadini residenti di prendersi in carico un’opera e di curarne alcuni aspetti?

Succede dunque anche ai capolavori che siano strappati alla visione del pubblico. Il fatto che fosse il primo maggio poco c’entra, in questo caso i biglietti sono stati pagati e i visitatori avevano diritto a entrare in questo giorno di festa dove era programmata un’apertura straordinaria proprio in virtù dei 500 anni dalla morte del genio di Vinci.

Una brutta figura tutta italiana se pensiamo che i visitatori stranieri non hanno trovato nessuno a informare, né un numero di telefono né tanto meno personale addetto.

Dal canto suo Emanuela Daffra, direttrice del Polo Museale della Lombardia, dice che alle oltre mille persone prenotate per il Cenacolo fosse stata inviata una mail quale informazione della chiusura del primo maggio, mail che pare non arrivata, mail che certamente non andava inviata 24 ore prima, visto anche il pubblico proveniente dall’estero!

Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre. Ha poi contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon in mostre e progetti culturali di respiro internazionale.