La novità delle prossime elezioni regionali del 2020 sarà rappresentata dalla Toscana. Per la prima volta infatti, la regione più “rossa” d’Italia, potrebbe finire con l’essere contendibile dal centrodestra, se solo riuscisse a superare le sue spaccature interne e lavorare per trovare – nei tempi – un candidato governatore credibile e preparato.

Prima delle ultime amministrative, addirittura, gli uomini toscani di Berlusconi, Salvini e Meloni davano la regione come praticamente già vinta. Poi, sono arrivate le disfatte di Firenze, Prato e Livorno, tanto che l’asticella e tornata a pendere prepotentemente dalla parte del centrosinistra.

Sarà per questo motivo che, dalle parti di via Cavour a Firenze, hanno intrapreso una serie di scelte politiche decisamente connotate a sinistra, che hanno spostato l’asse del governo toscano molto più vicino alle posizioni del governatore Rossi, che non a quelle alle quali ci aveva abituato il Pd negli ultimi anni.

La settimana scorsa, il Consiglio Regionale – tra le proteste leghiste che hanno fatto stizzire la maggioranza, ma anche il vocabolario della lingua italiana – ha dato il via libera allo stanziamento di 4.000.000 di Euro per garantire la possibilità di proseguire nei processi di inclusione a quelle strutture che avevano accolto migranti richiedenti asilo, “tagliati” dal decreto sicurezza del Ministro Salvini. Oggi, arriva la notizia che lo stesso Rossi stia pensando di ospitare e premiare in Toscana la “capitana” della SeaWatch, quella Carola Rackete ormai icona pop della sinistra globalista europea.

Ma questo spostamento dell’asse politico voluto da Enrico Rossi a sinistra, fa veramente bene al Pd toscano? Siamo sicuri che Eugenio Giani e Simona Bonafé – tanto per citare i due più accreditati candidati governatori – abbiano sul tema dell’accoglienza dei migranti e della beatificazione laica della “capitana” le stesse posizioni di Enrico Rossi?

Una cosa è certa: il punto debole del centrodestra – oltre alla litigiosità interna – è senza dubbio l’incapacità di parlare alle fasce più moderate dell’elettorato, da sempre maggioranza nel nostro paese. Il centrodestra oggi è sempre più Lega/Fratelli d’Italia, Salvini/Meloni e sempre meno Forza Italia e Berlusconi. Questo lascia scoperta l’ala moderata dello schieramento, indebolendolo notevolmente, soprattutto nelle regioni storicamente “rosse” come la Toscana, dove i moderati, negli ultimi anni, hanno votato più volentieri figure come Matteo Renzi o Dario Nardella, che non Matteo Salvini ed i leghisti duri e puri.

Potrebbe essere proprio lei, Carola, coi suoi dreads, le sue ascelle non depilate, il suo essere salita alla ribalta come novella Che Guevara ed icona planetaria della sinistra immigrazionista a rappresentare il cavallo di troia della sinistra toscana. Che Rossi pensi pure a foraggiare le strutture di accoglienza con 4.000.000 di Euro, che pensi pure al riconoscimento da consegnare nelle mani della Rackete; in questo modo avranno gioco facile i populisti nostrani – che già lo fanno, basti guardare le pagine Facebook dei vari Alberti, Montemagni, Ceccardi, Donzelli, Torselli, eccetera… – a ricordare agli elettori che votare per il centrosinistra significa votare per chi ha come proprio punto di riferimento ideale Carola Rakete e la SeaWatch.

Roba da far sembrare immediatamente moderato e catecumenale qualsiasi leghista della situazione. Il centrosinistra in Toscana parte favorito, ma dieci mesi sono ancora lunghi e le occasioni per fare harakiri non mancheranno. A cominciare dal premio da consegnare alla “capitana” che potrebbe, paradosso dei paradossi, spalancare le porte di via Cavour proprio ad un altro “capitano”…