Padre e figlio uccidono un orso ed i suoi piccoli mentre vengono ripresi per un progetto di ricerca

Al peggio non c'è mai fine

È proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

L’uomo ancora una volta non perde momento per dimostrare la sua arroganza e prepotenza e per ottenere cosa? Solo orrore.

Questo è quel che è successo ad Esther Island, nel nord del golfo dell’Alaska, dove Andrew Renner, 41 anni, ed il figlio Owen, di 18 anni, hanno registrato un video mentre uccidono un orso nero ed i suoi piccoli, in letargo. Sembra che questa atroce e orribile azione, ripresa dalla telecamera, sembra sia stata compiuta per un progetto di studio, per permettere ad alcuni scienziati di guardare i comportamenti dei tre orsi ferocemente ammazzati.

Secondo la fonte che ha trasmesso il video, i due cacciatori dopo aver ammazzato questi poveri orsi, avrebbero festeggiato per il loro “successo”, congratulandosi a vicenda, estraendo gli orsi senza vita dal loro nascondiglio e scattandosi foto orgogliosi per l’azione compiuta.

Evidentemente oltre all’orgoglio un po’ di paura deve essergli venuta ai due cacciatori, visto che pochi giorni dopo sono tornati sul posto per cercare di cancellare le loro tracce.

Per fortuna le tracce non sono state cancellate e così Andrew Rener è stato condannato a cinque mesi di reclusione e ad una multa di $ 20.000, suo figlio è stato costretto a svolgere attività sociali e la licenza di caccia è stata revocata ad entrambi.

Più che con la paura, i due cacciatori, dovrebbero imparare a vivere col rimorso. Rimorso per aver ucciso tre esseri viventi che non avevano fatto niente di male, ma solo vivere liberamente come la natura prevede.

Le immagini riprese, per chi le ha viste, hanno suscitato rabbia, orrore e repulsione.

Forse dovrebbero vederle tutti, per sensibilizzare ed iniziare a vivere in un mondo dove la caccia viene fatta solo per la propria sopravvivenza e non per il divertimento di qualcuno. Che poi come ci si fa a divertire nell’ammazzare qualcuno? Se qualcuno si diverte deve essere ricoverato, forse curato, ma sicuramente severamente punito.