“Era lei che faceva tutto e il re non muoveva paglia senza che lei lo sapesse”, riporta il memorialista francese Pierre de L’Estoile.

Caterina Maria Romula di Lorenzo de’ Medici, questo il suo nome per intero, nota come Caterina de’ Medici, nacque a Firenze il 13 aprile 1519, esattamente 500 anni fa.

Regina consorte di Francia, come moglie di Enrico II, dal 1547 al 1559, reggente dal 1560 al 1563. Fu chiamata «la regina madre» per il fatto di aver generato tre sovrani di Francia (Francesco II, Carlo IX, Enrico III), ebbe una grande e duratura influenza nella vita politica dello Stato, si legge sul web.

Nell’ambito delle celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Cosimo e Caterina de’ Medici, la Città Metropolitana di Firenze, l’Ufficio UNESCO del Comune di Firenze e MUS.E hanno presentato il 13 aprile 2019 la mostra temporanea Omaggio a Caterina (dal 13  aprile al 21 maggio a Palazzo Medici Riccardi) e un programma di eventi tesi a evidenziare il legame che Caterina de’ Medici ebbe con il palazzo di famiglia nella sua infanzia e giovinezza fino al trasferimento in Francia nel 1533.

Figlia di Maddalena de la Tour d’Auvergne e di Lorenzo duca d’Urbino, entrambi destinati a scomparire poche settimane dopo la nascita, Caterina abita infatti le stanze della residenza medicea durante i suoi soggiorni fiorentini, alternati a quelli romani e alla custodia forzata presso i conventi femminili di Santa Lucia, Santa Caterina e delle Murate negli anni dell’assedio fiorentino.
Il matrimonio di Caterina de’ Medici ed Enrico di Valois; affresco del Vasari. L’artista dirà di lei: «Ero così colpito dalle sue particolari qualità e per l’affetto che dimostrava non solo a me, ma a tutto il mio paese, che la adoro come si adorano i santi in paradiso»

Al centro della mostra il dipinto di Jacopo Chimenti da Empoli Nozze di Caterina de’ Medici con Enrico II di Francia, gentilmente concesso in prestito dalle Gallerie degli Uffizi, esposto all’interno del percorso museale insieme ad alcuni documenti e testi sull’infanzia di Caterina provenienti dalla Biblioteca Moreniana e ai ritratti di Cosimo I, Francesco I e Ferdinando I de’ Medici di Anastagio Fontebuoni.

Il dipinto del Chimenti ricorda l’unione della giovane Caterina con Enrico di Valois, figlio di Francesco I e futuro re di Francia, celebrata a Marsiglia il 28 ottobre 1533 dal pontefice Medici Clemente VII.

Caterina aveva lasciato Firenze per la Francia nel settembre dello stesso anno, accomiatandosi per sempre dalla sua città natale.

13 aprile – 21 maggio 2019

Omaggio a Caterina

Costi: ingresso €10,00 – €6,00 ridotto 18/25 anni e studenti universitari – gratuito minori 18 anni, guide turistiche e giornalisti; disabili e accompagnatori, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM. E’ incluso l’accesso al museo e alla mostra HEROES Bowie by Sukita.

Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre. Ha poi contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon in mostre e progetti culturali di respiro internazionale.