Reato, denuncia, processo e condanna. Questo è per tutti noi l’iter fisiologico della Giustizia, la quale, però spesso fa levare un coro unanime di protesta perché sempre troppo tenue.

Eh già, per gli altri le pene non sono mai abbastanza, ma se fossimo noi ad essere denunciati? Magari per quel reato così odioso ma anche così complesso come lo stalking, cosa ci può succedere?

E’ bene che ogni cittadino conosca le conseguenze, così da potersi sentire ancor più disincentivato dal delinquere.

Dando per scontato cosa sia lo stalking, dobbiamo segnalare che nel bel mezzo della cerimonia per i 167 anni della Polizia di Stato, è stata annunciata una nuova misura contro i persecutori: stalker sottoposti al sequestro dei beni del loro patrimonio, proprio come accade ai mafiosi, stante la loro pericolosità sociale.  

Ci troveremo così a veder applicate misure che tutelano le vittime sottraendo ai persecutori gli strumenti con cui perpetuano le loro condotte: telefonini per evitare chiamate e messaggini molesti, mezzi di trasporto per evitare che la vittima subisca appostamenti, e conti correnti per evitare “regali ossessivi”.

Ma come si arriva al sequestro? Prima dell’adozione, il questore potrà emanare l’avviso orale, strumento di pre-allerta volto a stimolare il buonsenso di quei soggetti ancora in grado di frenare i propri istinti ed evitare conseguenze peggiori.

Qualora poi non vi fosse risposta positiva, la proposta di sequestro viene firmata dal questore a seguito di denuncia, e sarà poi applicata dall’autorità giudiziaria.

Sarà forse “mettendo le mani nel portafogli” che riusciremo ad arginare quella piaga sociale che sono gli stalker?