Di nuovo tu? Direbbe Lucio Battisti ed esattamente come 12 mesi fa, in Qatar, sul gradino più alto del podio c’è la Ducati di Andrea Dovizioso. Al secondo posto, ancora Marc Marquez, come l’anno scorso relegato dietro la rossa di Borgo Panigale al termine di un serrato ruota a ruota scatenatosi negli ultimi due giri.

Rispetto ad un anno fa, cambia il terzo gradino, occupato nel 2018 da Valentino Rossi, mentre nel 2019 dal sempre combattivo Cal Crutchlow, 33enne di Coventry in sella alla Honda del team di Lucio Cecchinello.

Il Dottore arriva quinto, dietro anche all’ottimo Alex Rins in sella ad una Suzuki finalmente in grado di tenere il passo delle prime, ma merita comunque menzione particolare. Già, perché a 40 anni compiuti, scattava dalla 14esima casella sulla griglia di partenza, ultimo tra i piloti Yamaha che, ricordiamolo, quest’anno sono tre ragazzini terribili che, di Vale, potrebbero essere addirittura dei figli. Il più piccolo di loro è Fabio Quartararo, francese di Nizza, origini italiane, classe 1999. All’esordio in MotoGp aveva stupito tutti, portando la sua Yamaha M1 del neonato team Petronas in quinta posizione sulla griglia di partenza.

Davanti a Valentino anche l’amico di tante gare al ranch di Tavullia, Franco Morbidelli, compagno di Quartararo, e qualificatosi ottavo. Ma il risultato del weekend più pesante sulle spalle di Valentino Rossi era senza dubbio la Pole Position conquistata da Maverick Vinales, pilota ufficiale Yamaha in sella ad una moto identica a quella numero 46.

Ma mentre Andrea Dovizioso e Marc Marquez se le suonavano di santa ragione per conquistare la prima vittoria dell’anno, mentre Franco Morbidelli cercava di rimanere agganciato alla Top Ten e mentre il giovane Quartararo tentava un’improbabile rimonta dall’ultima posizione, dopo essere rimasto fermo al via del giro di warm-up, ecco comparire subito alle spalle dei primissimi la nuova livrea nera della Yamaha ufficiale.

Vinales? No. Il poleman, autore di una partenza orrenda, era scivolato nelle retrovie e proprio da la dietro stava risalendo l’immortale Rossi. Lui, il 40enne dato per tante, troppe, volte per “finito”, per “bollito”, per “dimenticato”, aveva regolato uno per uno tutti i ragazzini terribili della casa dei tre diapason, portando la sua Yamaha a ridosso dei primi e del podio.

Una moto che, purtroppo, anche quest’anno non pare in grado di competere con Honda e Ducati, ma che, nelle mani di Valentino Rossi, riesce sempre a stare lassù, nei primi. Vinales, Morbidelli, lo stesso Quartararo, per adesso, possono godersi qualche lampo – vedi ad esempio le qualifiche di sabato – ma per ambire al ruolo di numero uno in Yamaha, dovranno ancora chiedere il permesso al numero 46.