Enrico Mentana, giornalista che stimo e con il quale spesso concordo, tranne che quando si tratti di immigrazione, tema evidentemente per lui “caldo” e sul quale perde a mio avviso la sua misura, sulla sua nuova testata giornalistica Online “Open” insiste da giorni tacciando di Bufala la polemica sulle foto postate sui Social Network maggiori, di tende innevate ad Amatrice. Tali foto son state postate dai cittadini indignati per il trattamento diverso riservato ai presunti profughi appena sbarcati che verranno smistati ed accolti in Europa, rispetto ai nostri concittadini che risulterebbero al freddo e dimenticati.

 


Nel suo furore iconoclasta alla ricerca di una  presunta Fake News su Amatrice, ha stasera pubblicato una risposta del sindaco facente funzione, che, però, sostanzialmente, chiarisce la non riferibilita’ delle foto, pur sottolineando sofferenza ancora attuale dei terremotati.

È una vicenda  paradossale ma indicativa. La strombazzata tesi della fake news è ridotta nella sua fallacia alle sole immagini, che non sarebbero quelle veritiere, ma diciamo “di repertorio”.

Ma la sofferenza dei terremotati rimane. Quindi la fake news è che fosse una fake News.

Ah già, ma la vulgata dominante, il mainstream, è nel senso di parlare dei migranti, delle loro sofferenze di addirittura qualche decina di giorni, dimenticavo, non si può paragonare a mesi di vita distrutta e inverni in prefabbricati.

Già, dimenticavo che esistono situazioni utili e situazioni ormai non più sfruttabili. Temi caldi ed argomenti che non danno visibilità.

Sofferenze, strumentali e strumentalizzate, di serie A e sofferenze desuete di serie B.