Fuori dal cinema. Ore 03.30 am del 24 aprile.

“Io sono Iron Man” prima e ultima battuta di un mito che ci lascia dopo 11 anni di gloria. Il Tony Stark di Robert Downey Jr saluta il suo pubblico con un finale epico, forse mai visto ad Hollywood. E lo fa schioccando le dita come il suo acerrimo nemico, quello che aveva in testa da 6 anni. 

A due giorni dalla tragica scomparsa del 50% delle creature viventi, Tony Stark e Nebula sono ripescati nello spazio da Captain Marvel e ricondotti sulla Terra. Gli Avengers superstiti, più Captain Marvel, decidono di contrattaccare: Thanos muore subito, per mano di Thor che, stavolta, ha mirato alla testa. 

Ma cinque anni dopo l’uccisione del villain i restanti Avengers cadono in depressione: la morte del tiranno intergalattico non ha infatti impedito  L’improvvisa ricomparsa di Ant Man dal regno quantico pone le basi per un tentativo. Hulk (che nel frattempo ha trovato un equilibrio fra Banner e la Creatura) e Stark potenziano la tecnologia del viaggio nel Regno Quantico e, con speciali tute, i nostri viaggiano nel tempo per recuperare e mettere insieme le Gemme dell’Infinito. In altre parole, si ritrovano partecipi di vecchie trame: Avengers, Thor – Dark World, Guardiani della Galassia, il più recente Infinity War. Ma qualcosa va storto e il Thanos del passato viene a sapere della sua morte: catturata la Nebula del futuro comprende il piano dei Vendicatori e, sfruttando la medesima tecnologia per i viaggi nel tempo, raggiunge lo spazio temporale nel quale si consumano gli eventi. 

Chi è nel passato però vive situazioni che segnano profondamente il loro presente e il loro futuro: in un lontano 1970 Steve Rogers rivede l’amata Peggy Carter mentre Tony Stark incontra il padre, al quale si presenta come Howard Potts. Su Vormir Natasha Romanov e Clint Burton incontrano il Teschio Rosso che, come in Infinity War, ricorda che la Gemma dell’Anima richiede il sacrificio di una persona amata. In uno straziante “duello”, i due cercano di scafricarsi per salvare l’altro/a: “vince” la Vedova Nera che sceglie di morire per salvare Burton. 

Come in Avengers, la morte di uno dei personaggi fortifica il gruppo che porta a termine la missione: Hulk, unico in grado di controllare il potere delle gemme, schiocca le dita. Tutto sembra risolto finché l’astronave di Thanos attacca la Avengers Facility distruggendola e seppellendo. Usciti a fatica dalle macerie Thor, Cap e Iron Man cercano di tenere a bada il nemico per fare in modo che il nuovo guanto con le sei Gemme sia posto al sicuro. In una scena epica (che si riallaccia ad Avengers: Age of Ultron), Captain America colpisce ripetutamente Thanos con il martello di Thor, mentre quest’ultimo va all’assalto con lo Storm Breaker. Il Titano schiera il suo esercito ma, a quel punto, ricompaiono tutti gli eroi caduti più Captain Marvel, di fatto “sparita” dopo le prime fasi del film. 

Nel pieno di uno scontro in cui l’armata di Thanos ha la peggio, il Titano riesce fortunosamente a recuperare il guanto, a spendere la sua battuta “Io sono ineluttabile” e a schioccare le dita: nulla. Non si capisce bene se il guanto non sia il guanto o se Stark, lanciato contro Thanos, riesca a strapparglielo fatto sta che in un lampo Tony è di fronte all’impietrito arcinemico con la fila di gemme scintillanti.

“Io sono… Iron Man”, dita schioccate. Ed armata del male sconfitta. La sequenza è di grande effetto poiché il finale di Infinity War si ripropone, stavolta con i cattivoni che vanno in cenere. 

Il gesto, superbo ed eroico, costa caro a Stark che muore fra le braccia di Pepper e di Peter Parker. E’ il secondo beniamino a morire dopo Nat. Sì, perché Romanoff non torna mentre il Cap sceglie di “rifarsi una vita” durante un ultimo viaggio, quello per riposizionare le Gemme nei “passati” dai quali erano state sottratte. 

Sopravvissuti al primo schiocco, tre dei più amati Vendicatori della formazione originale escono di scena. Avengers 4: Endgame non è solo un film epico (e lunghissimo, tre ore!!!) ma anche la vera fine di un ciclo. A meno di eventuali (ma poco probabili) ritorni, il ventiduesimo film Marvel chiude un’era iniziata undici anni fa con quelle parole che milioni di fan hanno impresse in mente “Io sono Iron Man”, riecheggiate nei cinema fra i fortunati (e pazienti) spettatori che hanno fatto le 4 per godersi quella che forse è stata la più attesa pellicola della saga.