Il Capitano pilota (AM) Mariangela Valentini, deceduto nell’Incidente di Ascoli Piceno (agosto 2014).

Due decenni dopo l’ingresso nelle Forze Armate, le donne con le stellette si raccontano ad Amelia in “2019: Donne soldato 20 anni dopo”. Due decenni dopo l’ingresso nelle Forze Armate, le donne con le stellette si raccontano ad Amelia in “2019: Donne soldato 20 anni dopo”.

8 Marzo. Il Comune di Amelia celebra la Festa della Donna con 2019: Donne soldato 20 anni dopo. Storie e testimonianze di Donne in uniforme, evento al quale prenderanno parte qualificati esponenti delle Forze Armate Italiane e che ricevuto patrocinio dal Ministero della Difesa.

Donne soldato, un po’ di storia… Gli immondi e “barbari” persiani furono i primi a schierare in campo una donna: Artemisia, ammiraglio della flotta persiana a Salamina, sconfitta da Temistocle ammiraglio greco col quale non ci furono relazioni strane, contrariamente a quanto una certa, goffa cinematografia d’oltreoceano vorrebbe far credere.

Ma sarà necessario attendere il XX Secolo per assistere ad un coinvolgimento su larga scala delle donne ad attività belliche. In Italia si iniziò con le Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, impiegate durante la Grande Guerra per prestare soccorso ai feriti; nei grandi poli industriali, poi, migliaia di operaie sostituirono gli uomini chiamati al fronte per garantire un approvvigionate costante di munizionamento terrestre alle truppe in prima linea.

1944. Il Generale di Brigata Piera Gatteschi Fondelli, Comandante del SAF, passa in rassegna le volontarie.
1945, c.ca. L’agente della Special Force N.1 Paola Del Din. Prima donna a lanciarsi in zona di guerra, decorata con Medaglia d’Oro al Valor Militare.

XX Secolo Nella II Guerra Mondiale, poi, giovani e meno giovani finirono direttamente coinvolte nelle fasi più crude e brutali di un conflitto che dai campi di battaglia dell’Africa, dei Balcani, della Russia nel 1943 si sposta sul suolo nazionale. Ed ecco che, al pari dei loro uomini, molte donne scelgono da che parte stare: con la Repubblica Sociale o con il Regno del Sud. Circostanze non soltanto ideologiche spingono alcune a scegliere i corpi ausiliari della RSI (Servizio Ausiliario Femminile), altre la Resistenza e le unità di sabotatori addestrati dagli Alleati. Ad esempio Paola Del Din, co-fondatrice delle Brigate “Osoppo-Friuli” e agente in forza alla Special Force N.1 della Royal Air Force. Fu la prima italiana ad essere paracadutata in zona di guerra e a ricevere, a fine ostilità, la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Sull’altro fronte Piera Gatteschi Fondelli si fregiava del grado di Generale di Brigata, alto rango che non verrà concesso ad altra donna fino al 2017.

Sorella Maria Cristina Luinetti, caduta a Mogadiscio nel 1993.

Il giudizio, implacabile, della Storia sulla stagione della guerra civile ha impedito di ricordare e di “sfruttare” l’esperienza delle donne in uniforme per accelerare il processo di trasformazione della società civile italiana del dopoguerra che, malgrado la svolta democratica, continua a conservare un forte pregiudizio sull’opportunità di impiego di donne nel comparto difesa. Neanche la partecipazione di partigiane alla Guerra di liberazione, nemmeno la vicenda della Del Din sono sufficienti a smuovere un preconcetto dalle radici profonde.
Mogadiscio, 1993. Sorella Maria Cristina Luinetti (Infermiere volontarie), prima donna a cadere in servizio in teatro operativo.

Dopoguerra e Guerra fredda Un primo, timido tentativo lo fa la Polizia con la Polizia Femminile, reparto che si mostra necessario per disciplinare i reati che vedono coinvolte donne e che negli Anni ’80, con la smilitarizzazione del Corpo, confluisce nella PS. Sì, la Polizia di Stato e la Municipale, il Corpo Forestale sono stati gli antesignani di qualcosa a cui le Forze Armate approderanno solo nei tardi Anni ’90.Il collasso del sistema sovietico e la fine della Guerra fredda aprono nuovi scenari e la Difesa italiana è costretta a fare i conti con la necessità di una figura professionale con un know how maggiore rispetto al coscritto di leva. Meno soldati dunque, ma meglio equipaggiati e formati pronti ad essere impiegati in contesti nazionali ed internazionali particolarmente delicati. E’ forse il momento di fare il grande passo e di permette alle donne di concorrere ai ruoli degli ufficiali, dei sottufficiali e della truppa. Accorreranno in massa inaugurando il primo anno del Nuovo Millennio con una folta partecipazione ai corsi delle accademie e dei centri RAV (Reggimento Addestramento Volontari). Vent’anni dopo le prime leve di quella rivoluzione si incontrano ad Amelia per raccontare e condividere con il pubblico la loro esperienza di militari dell’Aeronautica Militare, dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. L’appuntamento è per l’8 Marzo alle ore 16 nella suggestiva cornice dell’Auditorium Sant’Agostino di Amelia.