Da sinistra: alpino in uniforme desertica (anni 2000), alpino in mimetica M29 con fucile M1, alpino in uniforme degli Anni ’50/’60. Terminano la fila due alpini in uniforme coloniale con mitragliatrice Breda e fucile 91 (Seconda Guerra Mondiale).

Fucile M1 e mimetica Anni ’70, uniforme di taglio inglese dell’Esercito Italiano, Anni ’50. E ancora, casco coloniale con occhialoni e mitragliatrice Breda accanto a divisa di panno verde e fucile 91. Pezzi da collezione, più unici che rari, rappresentativi di epoche diverse e accumunati dalla penna nera che svetta sul cappello alpino. E’ il Gruppo storico Battaglione Alpini L’Aquila a riportare in vita tanta bellezza, celata agli occhi dei più da una generale, scarsa attenzione per la storia militare del Paese.

Marciano, si schierano, si mettono sugli attenti, sul riposo e rispondono con le armi (disattivate ma originali) al “presentat-arm”: un elemento in più, di identità e colore, schierato alle spalle del Colonnello Paolo Sandri, comandante del 9° Reggimento Alpini.

Particolare uniformi I e II Guerra Mondiale.

In una calda domenica di fine agosto, mentre alla Caserma “Pasquali” si avvicenda il comando del Battaglione Multifunzionale “Vicenza”, i fanti da montagna della Grande Guerra, delle campagne coloniali, della Seconda Guerra Mondiale e della leva dell’era della Guerra fredda fanno la loro comparso fra le autorità giunte a seguire la cerimonia, destando l’attenzione del pubblico e dei giornalisti che seguono l’evento.

Scenografia d’impatto dietro alla quale, però, vi è un certosino lavoro che unisce passione a conoscenza storica.

Nato nel 2014 in seno alla sezione ANA (Asso Nazionale Alpini) Abruzzi, il Gruppo Storico Battaglione Alpini L’Aquila: alpini in congedo appassionati della storia del Corpo che regalano un’immagine unica, una rassegna storica a passo di marcia che si schiera dall’alpino della Grande Guerra a quello impegnato nelle odierne missioni di pace.

Una passione che si consuma non solo sui libri, ove si apprendono nozioni fondamentali d’accuratezza, ma anche nel lavoro di ricostruzione di divise la cui perfezione è nel dettaglio, anche quello in apparenza minimo.

Un alpino della Grande Guerra; al suo fianco un ufficiale degli alpini con sciabola e Sciarpa Azzurra per per Servizi Armati Speciali o per Servizi Armati di Parata e d’Onore. (Foto di: Carlotta Andrea Buracchi)

Un’opera minuziosa che si è mostrata al grande pubblico in occasione di importanti ricorrenze, di eventi come “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila” e, il 30 agosto, all’avvicendamento di comando del “Vicenza” di fronte alle autorità civili e militari convenute.