Di Amanda Knox possiamo pensare tutto quello che vogliamo, che sia colpevole, che sia innocente l’Italia ha un torto di fondo nei suoi confronti. In Italia la nostra Costituzione garantisce, o presume di garantire che la legge stabilisca la ragionevole durata di un processo.
Le garanzie costituzionali americane stabiliscono che il processo debba essere rapido. Poiché se la tortura è una pena inflitta ancor prima che sia accertata la colpevolezza, non c’è peggior tortura del furto del tempo di un essere umano. Un tempo che nessuno può rendere ad un uomo. Quando ad un uomo si toglie la libertà di disporre liberamente della propria vita,gli si infligge in pena pesantissima. Pena che non può essere inflitta mai con leggerezza.

La giustizia dovrebbe essere rapida, altrimenti si impongono già implicitamente alle persone delle punizioni poiché il lento andamento che incide sulla loro serenità, sulle loro vita, sulle loro famiglie è in castigo peggiore che la società possa infliggere.
In un paese civile le sentenze si rispettano, e questa ragazza ha un debito che l’Italia non può risarcire in alcun modo : otto anni di vita. Ed ancora oggi paradossalmente potrebbe in questo paese essere riprocessata. Non esiste infatti qui da noi quella garanzia costituzionale che la esimerebbe da un nuova inchiesta giudiziaria per un delitto dal quale è stata assolta.

E non diciamo neanche che non abbiamo il vizio di comportarci così. Basta solo pensare a un caso su tutti:quello di Enzo Tortora, come è triste pensare che non possiamo avere alla mente i nomi di casi meno celebri, di processi che noi consideriamo meno rilevanti , ma che hanno comunque inciso sulla vita di tante persone.
Fa impressione vedere una bella ragazza sul palco, dire che ama questo paese, visibilmente provata anche da ciò che rende l’Italia tremenda.
È profondamente ingiusto quello che è accaduto a lei ed Raffaele Sollecito ma non soltanto dal punto di vista di una tragedia umana e giudiziaria che non deve mai far dimenticare anche la vittima, bensì dal fatto che il nostro ordinamento è defettibile come tutti gli ordinamenti umani, ma non è privo di difetti che invece sono correggibili. Difetti che abbiamo il dovere di correggere . Ogni tribunale può sbagliare. Tribunali legittimi e di ordinamenti al tempo visti come farò di civiltà condannarono a morte Gesù Cristo e Socrate. Ma il problema sono le regole.

L’errore umano lo possiamo correggere solo con più gradi di giudizio e differenti giudici. Amanda dopo la sentenza d’appello è potuta andare negli Stati uniti, anche se la Cassazione avesse deciso di andare nella direzione di una condanna sarebbe stata libera, Raffaele Sollecito è un italiano vive in questo paese, aveva il diritto /dovere di restare in questo paese, quindi ha dovuto attendere anche se scarcerato ancora per anni. Poi in fondo anche Amanda avrebbe potuto fare un gesto di irrazionale amore per questo paese, o di sola volontà di vedere con i suoi occhi la giustizia direttamente rischiando in prima persona e restando qui ma avrebbe anche lei avuto bisogno di anni per una certezza. Nel suo caso è comprensibile anche la paura, ed ammirabile il coraggio di tornare a parlare in un paese dove potrebbe ancora essere processata alla luce di nuovi elementi.
Il problema risiede nella lentezza dell’iter processuale che rende l’Italia colpevole di fondo. Se non velocizziamo i tempi della giustizia, manchiamo verso le vittime, quanto verso gli imputati!