“È l’amore per la storia e la cultura, unito al valore della memoria collettiva, il principio su cui si basa il nostro impegno di cittadinanza attiva, ci prendiamo cura dei nostri tesori per non lasciare che i segni del tempo rovinino le importanti testimonianze che qualificano in tutto il mondo le risorse e le eccellenze del Chianti”.

Paolo Sardelli, Virdi Suckwant Singh, Claudio Tafani (Lions Club Barberino Montelibertas)

Questi la premessa e l’assunto che hanno condotto i soci del Lions Club Barberino Montelibertas a procedere al restauro della scalinata che porta, gradino dopo gradino, pietra dopo pietra, alla Pieve che ha visto l’avvicendarsi di più fasi costruttive a partire dal X secolo d.C.

Un momento della visita guidata

Quando la polemica sterile si sposa con l’attitudine al rovinismo e al patetico prova a sminuire, senza riuscirci, il grande impegno e soprattutto l’emozione di vedere finalmente “salvata” dall’incuria, dal degrato e dall’intemperie, ma soprattutto da quello sguardo frettoloso di chi passa, sembra ammirare e invece tira dritto, una delle scalinate più belle della Toscana.

La targa apposta come testimonianza del restauro totalmente sostenuto dai Lions di Barberino Montelibertas

Un luogo di spiritualità e bellezza Sant’Appiano, che merita sicuramente maggior rispetto da parte di chi ha la fortuna di godere della sua ammirevole particolarità storico artistica.

Di Vignaccia76 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, wikimedia

Vedere i resti delle colonne romaniche, quel che rimane di un Battistero, avrà fatto pensare che della scalinata potesse rimanere in piedi solo qualche gradino.

Eh sì, la scalinata tanto difesa, ma dopo il restauro (sic!), stava crollando, invasa da erbe infestanti e non solo. Andava dunque salvata, messa in sicurezza, rispettando ogni singola pietra. E così è stato fatto.

“L’antica Scalinata del complesso romanico di Sant’Appiano nel Comune di Barberino Tavarnelle, oggetto del restauro effettuato – scrivono i Lions Club Barberino Montelibertas – si trova sulla proprietà della Diocesi di Firenze. Il progetto del restauro della scalinata e dei muri laterali, è stato presentato e pertanto autorizzato dai tecnici della Curia di Firenze, che hanno seguito la direzione progettuale e tecnica (studio Apogeo).

Il passaggio successivo è stato presentare il progetto di cui sopra, alla Sovrintendenza che dopo attenta valutazione, ha pienamente autorizzato. A completamento dei vari adempimenti burocratici, è stata presentata in Comune la C.I.L.A (Comunicazione di inizio lavori).

All’inaugurazione sono intervenuti anche artisti del territorio

I lavori autorizzati sono stati eseguiti a regola d’arte da azienda specializzata in restauri conservativi: Ditta Art Craft Costruzioni srl di Tafani Claudio e Fabrizio. I costi per l’intero progetto sono stati INTERAMENTE finanziati da Lions Club Barberino Montelibertas”.

Insieme al Lions Club Barberino Montelibertas – ha commentato sui social David Baroncelli, sindaco  di Barberino Tavarnelle – abbiamo inaugurato la scalinata restaurata che porta al piazzale antistante la pieve di Sant’Appiano dove un tempo sorse il Battistero e di cui oggi si conservano le maestose colonne romaniche.

Don Soave benedice la Scalinata in mezzo a un pubblico attento e appassionato

Un’opera attenta e premurosa, che rende merito della perizia dei restauratori, del ruolo culturale, di controllo e delle indicazioni della Soprintendenza che non si è limitata a dare prescrizioni ma ha fatto sopralluoghi e ha lavorato insieme ai tecnici responsabili e soprattutto della dedizione dei Lions che oggi restituiscono alla collettività un bene culturale facente parte di un complesso monumentale tra i più straordinari della Valdelsa e forse anche di tutta la provincia di Firenze.

Grazie Lions a nome di tutta la nostra comunità e mi scuso anche a nome di coloro che non hanno apprezzato e anzi hanno denigrato il vostro lavoro, con altri scopi ben s’intende…”.

Al di là dei gusti personali, c’è chi coltiva infatti il rovinismo, sia in senso estetico che in senso etico, e predilige opere d’arte corrotte dal tempo, senza pensare che quella scalinata, così com’era ridotta, anche grazie all’indifferenza, stava diventando un pericolo per gli sposi che amano percorrerla nel giorno più bello della loro vita a favor di fotografo e quindi poco attenti agli scalini, e per tutti quelli che decidevano di salire alla Pieve utilizzandola.

Il rovinismo praticato nella nostra società incombe sulle nostre opere d’arte soggette all’incuria della gente che spesso passa indifferente di fronte a un monumento o a un’opera d’arte… salvo poi prenderli a pretesto per imbastire sterili polemiche.

Ma è proprio con l’indifferenza, con la polemica fine a se stessa e con il gusto del post scritto di getto che ci scarica ma non ci fa contribuire in alcun modo alla vita reale, che non si salvano le opere d’arte né si mostra rispetto per la storia e il lavoro degli altri.

Ed è proprio con la stessa indifferenza, riservata alla scalinata nel tempo,  si giudica il lavoro degli altri senza rimboccarsi le maniche, senza nessun contributo, solo con qualche mala parola.

Che amarezza!

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© Ph. Giodì 2019: Courtesy Archivio Giovanna M. Carli, critica e storica dell’arte

Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre. Ha poi contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon in mostre e progetti culturali di respiro internazionale.