Gianluca Valeriani è un artigiano pellettiere dal 1987. Uno dei tanti fiorentini che nel comparto produttivo tra Scandicci e Lastra a Signa hanno messo, negli anni, il proprio sapere manuale al servizio delle più prestigiose firme della moda italiana.

Oggi, il comparto parla sempre più cinese e la crisi economica che appare senza soluzione di continuità ha messo in ginocchio tanti colleghi ed ex-colleghi di Gianluca Valeriani. Ma non il combattivo e verace titolare della Pelletteria Esquire che, proprio ieri, nella cornice del Ristorante Pinocchio, in piazza del Mercato Centrale di Firenze, ha presentato ad oltre un centinaio di amici e curiosi accorsi, la prima linea di accessori per uomo e donna firmati “Gianluca Valeriani“, con tanto di design originale e sbarazzino.

La prima linea di Gianluca Valeriani è composta da tre modelli di cinture per uomo ed altrettanti modelli per signora, oltre ad una originale pochette piramidale. Il filo rosso che unisce tutti e sette i prodotti presentati ieri è l’artigianalità, la qualità dei prodotti ed il Made in Italy, anzi, il Made in Tuscany. Già, perché tutti i prodotti firmati Gianluca Valeriani hanno una caratteristica fondamentale: sono realizzati artigianalmente e tutte le parti che li compongono provengono e sono lavorate tra le provincie di Firenze e Pisa.

Nel corso della serata di presentazione della sua prima collezione è lo stesso Gianluca Valeriani che ci svela un piccolo segreto: dietro questa scelta di rilanciare la propria attività, trasformando quella che fino ad oggi è stata un pelletteria artigianale in una linea di accessori per abbigliamento, c’è il tocco femminile di una giovane donna.

L’idea di fare di Gianluca Valeriani non solo un artigiano, ma anche uno stilista nasce infatti da Andreea Cojocaru, dipendente della Pelletteria Esquire che un giorno si è inventata l’idea di trasformare l’abilità di Gianluca in vero e proprio marchio di moda italiana e toscana.

“Da straniera – ci racconta Andreea – mi sono meravigliata nel vedere come l’Italia riuscisse a perdere, giorno dopo giorno, le proprie eccellenze, cedendo alle logiche del mercato globale e dell’industrializzazione. Nessuna macchina, nessun computer, potrà mai realizzare un prodotto pieno di passione e di sapienza come le mani di Gianluca… All’inizio lui era scettico, ma alla fine l’ho convinto!”