A neanche 24 ore dalle esequie a cui hanno partecipato oltre 5 mila persone, posta una foto più demenziale che irriverente — lui che sorride e non si capisce davvero perché — sotto l’epigrafe di uno dei quattro ragazzi morti nel terribile incidente a Musile di Piave e per questo viene organizzata una specie di spedizione per punirlo, in un bar nella stessa Musile. Tre sconosciuti lo pestano. E lui finisce in ospedale, sia pure non grave. Qui viene raggiunto da un cronista del Gazzettino con il quale l’uomo — 33 anni, padre di famiglia — cerca di giustificarsi parlando di «equivoco. Avevo fatto un turno di 14 ore, ero stanco e non mi ero accorto di essere sotto l’epigrafe del ragazzo»». Sarà. Fatto sta che la foto è diventata virale. In tanti l’hanno condivisa, ovviamente esterrefatti. Ed è finita anche sulla bacheca di Elisa Mattiuzzo, la sorella di Giovanni, il 22enne morto nella sciagura avvenuta tra sabato e domenica a Jesolo.

Le parole comparse su Facebook sono queste e spiegano tutto: «Dopo aver seppellito mio fratello —scrive Elisa — vengo a conoscenza di un post di cattivo gusto, irrispettoso, pubblicato da Cristian C… taggando un suo amico ancora piu vergognoso sotto l’epigrafe del mio adorato Giovanni. A me non frega niente se avevate bevuto o fumato. questo perché delle persone che si permettono di agire in questo modo davanti ad una tragedia del genere devono avere solo dei problemi mentali gravi. Siete fortunati che i miei genitori non hanno i social e non hanno potuto vedere questo scempio! Chiudetevi in casa e vergognatevi del vostro gesto schifoso! Spero di aver la possibilità di agire legalmente!». E infatti. Il Gazzettino racconta che l’uomo ritratto nella foto dopo essere stato picchiato al bar —«erano in tre, uno mi ha preso a pugni con violenza inaudita» — avrebbe «provato anche a spiegare a Elisa» il fatto, che appunto, non aveva ben compreso dove si trovasse quando è stata scattata la foto. La famiglia di Giovanni però ora vuole procedere con le vie legali.

La violenza è da condannare. Certo, in questo è comprensibile la rabbia scatenata da un gesto che definire vergognoso è un complimento, e per quanto discutibile, la reazione dei tre giustizieri provoca anche un naturale: così impari.