I ricercatori americani affermano di aver ridato vita a nove persone, se fosse vero si tratterebbe di una rivoluzione che cambierà radicalmente la nostra vita. Greg Feichi, biologo e direttore scientifico di Intervene Immune, un’azienda biofarmaceutica con sede a Los Angeles, è stato uno dei relatori alla Leaf of the Leaf Foundation di quest’anno con la presentazione dal titolo “Reversing human aging now!”, cioè Invertire l’invecchiamento umano ora”. Durante la presentazione ha spiegato che per la prima volta nella storia umana con il suo team sono riusciti a riportare l’orologio della vita. Nello specifico, grazie ad una combinazione di principi attivi ha ridotto, a nove volontari, di due anni e mezzo l’età biologica.

In realtà, i risultati presentati dal dott. Feichi non sono ancora stati presentati in una rivista scientifica, quindi non sono stati sottoposti al controllo critico di altri scienziati. Il dott. Feichi ci ha tenuto però a specificare che il controllo ci sarà e sarà fatto entro quest’anno. La squadra di volontari sperimentali è molto piccola: sono solo nove uomini, nessuna donna. I nove “tester” hanno assunto questi farmaci ma non esiste ancora nessun gruppo di controllo. Alcuni dettagli dello studio sono attualmente in fase di valutazione da parte di alcuni scienziati di due università americane.

Cosa significherebbe questo per la nostra società? Se il trattamento riuscisse davvero ad evitare l’invecchiamento, le conseguenze sarebbero incalcolabili per la nostra società. Feichi durante la presentazione ha poi posto alcune domande: se emergesse che con il suo team sono davvero riusciti a rallentare l’invecchiamento “cosa significherebbe per la nostra società? Quanto cambierebbe radicalmente il design della vita, delle strutture familiari e dei sistemi assicurativi? Chi avrà bisogno di Dio quando la morte scomparirà?”.

Come si è giunti a questi risultati 

Uno studio inverso sull’invecchiamento è iniziato nella primavera del 2017 presso l’Università della California: il Dr. Steve Horvath ha esaminato i campioni di sangue dei nove volontari, come aveva fatto negli ultimi dodici mesi e ancora con lo stesso risultato. Il dott. Horuva ha quindi inviato i risultati a Intervene Immune e al collega Feichi, dopodiché nei due anni successivi sono state fatte ulteriori analisi e lunghe discussioni nel gruppo, che hanno portato ad una decisione: pubblicare i risultati.

Il processo si chiama TRIM, è approvato dall’American Food and Drug Administration (FDA), e l’obiettivo principale dell’azienda, non era il ringiovanimento, ma creare un trattamento che rendesse più sane le persone con un’età avanzata. Per questo, i ricercatori hanno puntato molto sulla la ghiandola del timo, perché, come dicono gli scienziati: il timo è un organo specializzato del sistema immunitario. Le sue cellule, importanti per il sistema immunitario, maturano nel timo e la sua ghiandola è più grande e più attiva nei neonati e nei pre-adolescenti. Nei primi anni della pubertà invece inizia ad atrofizzarsi fino a che lo strato di timo viene sostituito dal tessuto grasso. Il timo era noto agli antichi greci (il suo nome deriva dalla parola “rabbia”), ma sono nel 1961 grazie a Jacques Muller, venne scoperta la sua importanza per il sistema immunitario.