Solidarietà e sostegno per i veneziani, cuoricini e lacrime. È questo il contenuto della maggior parte dei messaggi che, in questi giorni, intasano i social.

 

Ma, ogni tanto, questo flusso di vicinanza si interrompe, per lasciare posto all’odio.

Su Facebook, Instagram e Twitter trovano spazio anche critiche e commenti al veleno. A scatenare gli haters è stato, in particolare, un video in cui si vede l’acqua entrare dalle porte dell’Hotel Gritti e invadere la hall. Il Gritti è uno degli alberghi più lussuosi e costosi di Venezia. Diversi utenti hanno postato il video della devastazione della marea, che ha sommerso l’hotel: “Povera gente“, scrivono in molti sui social. Ma, ogni tanto, c’è una voce fuori dal coro: “Povera un c…o, per dormire lì ci devi lasciate un litro di sangue“, ha commentato un utente, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera. “Vi sta bene bast…i, fate pagare un cornetto secco di m…a servito con un filtro per il caffè“, scrive un’altro leone da tastiera.

Ma non si parla solo di odio e cattiveria. C’è anche chi ha rispolverato il black humor: “Dicevano che era una città eccellente, invece fa acqua da tutte le parti“, scrive qualcuno, mentre c’è chi paragona l’incedere dell’acqua, che si riversa a cascata nell’hotel a una celebre scena del film Titanic, con tanto di foto della nave.

Altri ancora hanno realizzato dei fotomontaggi, dove si vede il vaporetto trascinato a terra dall’acqua, mentre due vigili urbani gli fanno la multa: “Per il divieto di sosta sono 46 euro“. E ancora, un sottomarino che circola per i canali, indicato come “nuovo mezzo di trasporto a Venezia”.

I social, poi, sono pieni anche di polemiche sul Mose, l’opera strutturale non ancora in funzione, che avrebbe fermato l’alta marea che ha colpito la città. Una vignetta, per esempio, ritrae un uccellino che, appollaiato sul Mose aspetta che si alzi: “In teoria dovrebbe alzarsi…”, dice a due meduse, rensendosi conto di come il mare l’abbia ormai sommerso.

Francesca Bernasconi www.ilgiornale.it