A Green Bank il WiFi è illegale. Dalla città del West Virginia svetta un telescopio. Un telescopio che ha bisogno di grande silenzio, un ‘silenzio elettromagnetico’, per condurre le sue importanti ricerche.

Il GBT

Poco lontano dalla Route 92, immerso in una valle protetta dai Monti Allegheny, c’è l’Osservatorio della Banca Verde. Inaugurato nel 1958, si tratta del primo osservatorio astronomico nazionale degli Stati Uniti. Struttura cruciale nel campo della radioastronomia, ancora oggi dispone di molti telescopi in funzione. Tra questi ne svetta uno in particolare. Alto quasi 148 metri, è il più grande radiotelescopio orientabile del mondo, il Robert C. Byrd Green Bank, anche chiamato ‘GBT’.

L’importanza del telescopio Usa

Negli ultimi sessant’anni, le scoperte condotte in questo osservatorio hanno (ri)definito l’astronomia: i telescopi hanno scovato buchi neri, pulsar, fasce di radiazione e onde gravitazionali. Più recentemente – il mese scorso – i ricercatori del GBO hanno scoperto la più grande stella di neutroni esistente.

Green Bank è anche dove è nata una ricerca sull’intelligenza extraterrestre (SETI): qui Frank Drake ha scritto la sua famosa equazione sulla possibile esistenza di mondi, dove la vita prospera, diversi dai nostri. E il lavoro del SETI è ancora in corso. Per portare avanti progetti come questi, però, bisogna scendere a compromessi. “I segnali che rileviamo dallo spazio sono estremamente deboli”, afferma Harshal Gupta, responsabile del programma della National Science Foundation per l’Osservatorio della Banca Verde. “Una qualsiasi sorgente di radiofrequenza prodotta dall’uomo potrebbe silenziarli e rendere vano il nostro lavoro”.

Una legge antica

Così, nel 1958, la Federal Communications Commission ha istituito la Radio Nazionale Zona Tranquilla (NRQZ) che copre circa 21 mila chilometri quadrati, un’area superiore a quella della Puglia, e, ovviamente, parti della Virginia e del West Virginia. Al tempo, ciò aveva implicato il divieto di installare torri radio, antenne televisive o macchinari pesanti a meno che non conformi alle linee guida, particolarmente restrittive, stabilite dalla FCC. Ai cittadini era stato vietato l’uso di apparecchiature radio, all’interno della zona. Non è finita qua. C’è infatti una legge ancora più severa, la Radio Astronomy Zoning Act del 1956, che aveva dichiarato “illegale operare o attivare qualsiasi apparecchiatura elettrica entro un raggio di tre chilometri quadrati da qualsiasi impianto di radioastronomia”.  Restrizioni simili sono tuttora applicati anche fino a 16 chilometri quadrati dall’Osservatorio.  

Sessant’uno anni dopo, sia la NRQZ che la Radio Astronomy Zoning Act sono ancora in vigore. Ma i tempi sono cambiati. Oggi molti dispositivi elettronici, dai telefoni cellulari, alla televisione satellitare, alle cuffie sfruttano la tecnologia wireless. Il mondo è oggi interconnesso grazie a servizi come 4G (e, presto, 5G), funzionalità Bluetooth e, appunto, connessione ‘senza fili’.

Benvenuti a Green Bank

Questo a Green Bank è illegale, in nome della scienza e della scoperta. Ma è possibile tenere l’evoluzione tecnologica fuori da questa remota città del West Virginia? Vivere in questa cittadina potrebbe non essere facile, specie se si dipende, come gran parte della popolazione mondiale, dalle nuove tecnologie.

Non è un caso se proprio a partire dagli anni ’60, Green Bank è andata via via spopolandosi. Secondo l’ultimo censimento (2010) conta solo 143 abitanti. Gli unici ad aver accettato questa grande sfida. Jeffrey P. Barlow è lo sceriffo della contea. Opera nelle forze dell’ordine dal 1994. A suo avviso, operare a Green Bank è più difficile che altrove, proprio a causa della mancanza di comunicazioni ‘senza fili’. Qui, infatti, i sistemi online per effettuare controlli non funzionano. “Senza questa tecnologia – ha confessato Barlow – è difficile lavorare. Voglio dire, oggi tutto si fa grazie a un computer”.

Il WiFi “sottobanco”

Ma c’è anche il caso della Green Bank Elementary-Middle School. Gli studenti qui studiano su libri di testo tradizionali. Anche loro hanno Internet, a banda larga a scuola, WiFi a casa. Questo non è un segreto per la preside, Julie Shiflet, né per l’insegnante di musica, Greg Morgan. Anzi. “Ho chiesto a 22 studenti di terza media ‘Quanti di voi hanno questa strumentazione elettronica?’ Tutti loro hanno alzato le mani”.

A circa due chilometri dall’osservatorio c’è un minimarket. In paese si dice che disponga di rete WiFi. Il commesso lo conferma: è stata una decisione del proprietario. D’altra parte è una pratica che si sta diffondendo sempre più e “nessuno ha chiesto ancora di disattivarlo”, ha puntualizzato il giovane. Insomma, nonostante il celebre telescopio, la cittadinanza sta diventando wireless. “In fondo – ha concluso il ragazzo – tutti hanno una rete WiFi”.