C’è una Firenze – neanche troppo nascosta – che cresce a dismisura: è quella del degrado autorizzato, che sembra espandersi senza tregua. Non occorre andare nelle periferie più desolate: lo stato di abbandono è a due passi dal centro storico e nei quartieri residenziali più popolati della città, con moltissimi stabili – lasciati a se stessi – che diventano dei veri e propri tunnel dell’errore, dove il degrado regna sovrano e la legalità resta fuori dalla porta.

Un caso emblematico, portato alla ribalta da Alessandro Draghi – candidato di Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale di Firenze – è quello del “nuovo conventino”, situato in via Giano della Bella, nel quartiere 1.

I residenti, che la notte precedente avevano visto entrare delle persone nel cantiere, hanno ritenuto opportuno avvisare i referenti politici dell’opposizione, forse perché i ripetuti richiami al Comune non avevano trovato riscontro concreto. Quello che si sono trovati di fronte, una volta varcate le transenne, è raccapricciante: cancelli divelti, discariche abusive a cielo aperto, sacchi pieni di amianto, cani randagi lasciati a se stessi, caos totale.

Lo stabile, senza dubbio, viene abitato e frequentato abusivamente da alcuni stranieri, che probabilmente lo usano come base di spaccio: il continuo viavai di personaggi visibilmente loschi, del resto, sembrerebbe confermare questa triste ipotesi. Si tratta – dunque – dell’ennesima “zona franca”, che Nardella ha regalato al crimine e al degrado. Lo specchio di una città che cade a pezzi, dove la legalità è un pallido ricordo e lo spazio urbano viene quotidianamente divorato dall’abbandono.