La penalità combinata a Sebastian Vettel nel corso del Gran Premio del Canada, che è costata al ferrarista la prima vittoria stagionale, servita su un piatto d’argento al solito Lewis Hamilton, non è stata giusta. Non ha avuto alcuna spiegazione logica. Se è vero, come è vero, che Hamilton ha dovuto alzare il piede per non essere sbattuto contro il muro da Vettel al rientro in pista dopo un’escursione sull’erba, è anche vero che il tedesco non ha commesso alcuna irregolarità e la manovra che ha fatto è apparsa come l’unica possibile per restare in gara, senza schiantarsi lui, contro il muro di Montréal.

Per chi non avesse visto il Gran Premio, siamo nel corso del 48 giro e Sebastian Vettel, a bordo della Ferrari numero 5, sta conducendo la gara. Alle sue spalle però sta arrivando come un falco Lewis Hamilton, ormai attaccato all’ala posteriore della SF90 del tedesco. Lewis era rientrato dal pit-stop attardato di oltre 4 secondi dal ferrarista, ma nel corso di pochi giri il distacco tra i due era ormai sceso abbondantemente sotto al secondo. Alla curva 4, Vettel vede farsi minacciosa negli specchietti la freccia d’argento numero 44, perde il controllo e finisce nell’erba. Tenta di rientrare in pista senza cedere la posizione, ma il colpo di gas fa perdere al tedesco il controllo della rossa, che sbanda verso destra e spinge quasi Hamilton contro il muro, il quale è costretto a frenare per non essere travolto ed a mantenere così la seconda posizione.

Una manovra certamente al limite, ma se la Formula 1 non accetta più neppure il limite, beh… Allora cambiate nome a questo sport! Fatto sta che la manovra costa a Vettel 5 secondi di penalità e la vittoria che a tavolino finisce nelle mani di Lewis Hamilton, che eguaglia un certo Michael Schumacher a quota 7 vittorie sul circuito canadese intitolato ad un altro mostro sacro dell’automobilismo, Gilles Villeneuve.

Ma al di la dell’ingiusta penalità combinata al ferrarista, resta un dato di fatto che nemmeno i più accaniti fans del tedescone possono ignorare: dopo il Gran Premio di Baku di due anni fa, dopo il Gran Premio di Germania dell’anno scorso, dopo il testacoda al Gran premio d’Italia, ancora una volta, se messo sotto pressione da Lewis Hamilton, Sebastian Vettel sbaglia. Questa è la verità. Al di la di tutte le penalità ingiuste, a livello mentale Vettel paga sistematicamente la pressione di Hamilton. Una pressione che porta il campione tedesco a sbagliare come fosse un neopatentato alla guida della macchina del nonno, non appena gli si para dietro la Mercedes numero 44. Una pressione che è già costata a Vettel due titoli mondiali negli ultimi due anni e che, con ieri, rischia di costargli perfino il terzo…