Bottas “il cattivo” ha preso il posto di Bottas “il remissivo” alla guida della Mercedes numero 77 e subito suona il primo squillo da Melbourne: vittoria (senza rivali) e 26 punti – 25 per la vittoria, 1 per la nuova regola del giro veloce in gara – in cantina.

Il finlandese, noto finora più per la remissività che non per le vittorie, si è presentato all’esordio della stagione 2019 rinnovato nel look, incattivito, con barba lunga e outfit da boscaiolo di Seattle. Ma le novità evidentemente non sono solo di carattere estetico: Valterri parte dalla seconda posizione, ma al via del primo Gran Premio dell’anno schiaccia sull’acceleratore, approfitta di un pattinamento alla partenza del compagno di squadra, il campione del mondo in carica Lewis Hamilton,e prende il largo, vincendo con oltre 20 secondi di vantaggio proprio sull’altra freccia d’argento.

Terzo posto per Max Verstappen e primo podio per la Honda nell’era del turbo ibrido. L’olandesino parte quarto, sorpassa in pista uno spento Vettel e si lancia all’inseguimento delle due Mercedes, arrivando anche in zona DRS (+0,849) a tre giri dalla fine, ma senza riuscire, in realtà, ad attaccare Lewis Hamilton.

Preoccupante invece la situazione Ferrari. Vettel e Leclerc si beccano rispettivamente 7 decimi ed un secondo in qualifica, mentre in gara devono accontentarsi della quarta e della quinta posizione. Una Ferrari decisamente lontana dalla Mercedes, dopo le illusioni dei test invernali, apparsa anche inferiore alla Red Bull Honda. A proposito del cavallino, da segnalare il primo “ordine di scuderia” della stagione, ossia quello che deve essere stato impartito a Charles Leclerc, il quale, ad una decina di giri dalla fine, arriva a ridosso di Sebastian Vettel, ma, evidentemente, viene “invitato” a non insidiare la prima guida della rossa. Il monegasco alza il piede e si mette a 3 secondi dal compagno di squadra, ma nell’ultimo giro non rinuncia a far segnare un tempo da qualifica, come a dire: “signori, io accetto di star dietro a Vettel, ma ne avrei avuta per stare davanti”.

Menzione doverosa e per motivi diversi per Lando Norris e Daniel Ricciardo. Il primo, diciannovenne rookie McLaren, all’esordio mette la propria monoposto in ottava posizione sulla griglia di partenza e chiude il gran premio in dodicesima, dimostrando di essere veramente un predestinato; il secondo, idolo di casa all’esordio con Renault, finisce nell’erba al via, distrugge l’ala anteriore e riparte praticamente dall’ultima posizione per una gara in salita, conclusa con un ritiro.

Adesso, l’appuntamento è per il Bahrein, tra 15 giorni, dove Mercedes e Red Bull saranno attese alla riconferma e la Ferrari, già a dimostrare di non essere destinata al ruolo di comparsa in questo campionato del mondo: il più bello, combattuto ed equilibrato degli ultimi dieci anni.