Un sondaggio effettuato su un campione di 700 fiorentini tra l’8 ed il 13 marzo, realizzato da SWG e reso noto quest’oggi dal quotidiano La Nazione, indicherebbe in Firenze l’unica città d’Italia, effettivamente immune dal vento “sovranista” che sta soffiando sulla penisola. Per il rilevamento SWG, il sindaco uscente Dario Nardella godrebbe già di un consenso compreso tra il 52 ed il 56%. Un risultato che non solo gli consentirebbe di essere riconfermato sindaco senza neppure passare dal ballottaggio, ma che lo attesterebbe praticamente sugli stessi livelli di 5 anni fa, ovvero quando il vento che soffiava sull’Italia era tutto a favore di Matteo Renzi e del Pd.

Va detto che, a 70 giorni scarsi dal voto, i principali rivali di Nardella, ovvero centrodestra e Movimento 5 Stelle, sono ancora senza candidati sindaco ufficiali. O meglio, i grillini – che il sondaggio SWG attesta tra l’8 e il 12% ipotizzando la candidatura a sindaco di Nicola Cecchi, ex-renziano ed ex-candidato dei Cinquestelle alle politiche del 2018 nel collegio uninominale di Firenze, dove peraltro ha già perso la propria sfida con i dem – sono senza candidati, mentre a destra, i candidati, sono addirittura due.

Il sondaggio SWG ipotizza un candidato di centrodestra unitario, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, nella figura di Ubaldo Bocci, manager di Azimut, cattolico praticante, proveniente dal mondo Unitalsi, che comunque si fermerebbe tra il 26 ed il 30%. Ma la realtà è ancora molto lontana dall’essere questa: Bocci, ad oggi, è soltanto una proposta di candidatura, avanzata dalla Lega, mentre Fratelli d’Italia ha in campo, da mesi, Paolo Marcheschi, candidatura ribadita proprio in queste ore dalla stessa Giorgia Meloni, intervenuta a Firenze per un’iniziativa sulla Famiglia. Forza Italia, invece, tace e resta in silenzio.

In questo scenario, non è difficile immaginare che per Nardella, la strada verso il 26 di maggio, sia sempre più in discesa ed i sorrisi sornioni del Pd dalle parti di Palazzo Vecchio lo dimostrano. Neppure nei sogni più belli dei dem, Nardella e i suoi avrebbero potuto immaginare una campagna elettorale del genere: temevano di doversi scontrare, di brutto, con il vento sovranista e con mesi di battaglie in città condotte da Matteo Salvini e dai pentastellati; si stanno ritrovando da soli, a passeggio tra strette di mano e feste di piazza.