Un super Federico Chiesa spinge la Viola ai limiti dell’impresa: espugnare l’Allianz Stadium e rimandare di altri sette giorni la festa bianconera per l’ottavo scudetto consecutivo. Purtroppo per il giovane talento gigliato, però, la dea bendata doveva essere già partita per il lungo ponte pasquale, tanto da far infrangere le velleità del numero 25 viola, prima sul palo alla destra di Szczęsny, poi sulla traversa.

I ragazzi di Montella escono dallo Stadium consapevoli di aver fatto una bella partita, almeno per tutto il primo tempo, mettendo in difficoltà una squadra che, proprio ieri, ha festeggiato l’ottavo scudetto consecutivo. Insomma, una cosina non proprio da tutti.

Per la cronaca, pronti via e Federico Chiesa mette dalla destra un pallone rasoterra al centro dell’area, Szczęsny lo tocca, ma si scontra con Bonucci, la palla finisce sul destro di Milenkovic che, da due passi, spedisce in rete di forza. La Juventus tenta la reazione, soprattutto con Cristiano Ronaldo, alla caccia del gol numero 600 in carriera – altra cosina non da tutti – ma è ancora la Fiorentina ad andare vicinissima al raddoppio, sempre con Federico Chiesa, imprendibile per la difesa bianconera, soprattutto in contropiede.

Ed è proprio il giovane attaccante viola a sfiorare in raddoppio, prima con un destro a girare dal limite dell’area, su assist di Benassi, che batte Szczęsny, ma si stampa sul palo e poi con un sinistro da fuori area che fa tremare la traversa.

Sul finire del primo tempo però, la Juventus trova il pareggio: corner dalla destra battuto da Bernardeschi sul primo palo e colpo di testa, di rapina in tuffo di Alex Sandro che sorprende Lafont. Nel secondo tempo la musica cambia radicalmente. Allegri passa alla difesa a tre, decisamente più adatta a contenere le sfuriate di Chiesa e Simeone, ma è una grande giocata di Cristiano Ronaldo a portare in vantaggio la Juventus: scatto fulminante del portoghese sulla destra che lascia sul posto Ceccherini, palla tesa in mezzo all’area a cercare il piedino di Bernardeschi con Pezzella che, nel tentativo di anticipare il carrarino, beffa Lafont e insacca nella propria porta.

La partita, di fatto, termina qui. L’ultima mezz’ora – senza Chiesa, che Montella sceglie di risparmiare in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia, in programma a Bergamo mercoledì prossimo – offre poche emozioni, fatto salvo qualche tentativo di CR7 di raggiungere il suo personale traguardo dei 600 gol in carriera.

Al novantesimo scatta la festa bianconera: otto scudetti consecutivi, il traguardo dei 102 punti in Serie A ancora raggiungibile e scudetto cucito sul petto prima di Pasqua, un mix di record che, da quando esiste il gioco del pallone, è successo soltanto tre volte. Non male per chi deve dimenticare quanto accaduto in settimana, quando il sogno di vincere la Champions si è infranto contro i ragazzini terribili dell’Ajax.

Da segnalare l’applauso di tutto lo Stadium riservato a Federico Chiesa al momento della sostituzione. Lo scorso anno, un trattamento simile era stato riservato ad un certo Cristiano Ronaldo, quando con la maglia del Real Madrid aveva ammutolito il popolo bianconero con una rovesciata da cineteca. Al momento del suo sbarco a Torino, il fenomeno portoghese aveva rivelato che quell’applauso lo aveva spinto a scegliere la Juventus. Che l’applauso di ieri, tributato a Federico Chiesa dal popolo bianconero, sia destinato a rendere insonni le notti dei tifosi viola, perlomeno fino al termine del prossimo calcio mercato?