La partita con la Lazio termina in parità, un gol per parte e forse sarebbe potuta anche andare molto peggio, se Terracciano, portiere di riserva all’esordio tra i pali viola, non si fosse messo in testa di compiere tre o quattro parate degne davvero di nota.

Un pareggio che, come dicevano i vecchi commentatori, scontenta entrambe le compagini. Già, perché la Lazio si allontana pericolosamente dal quarto posto – obiettivo dichiarato della stagione – e ad oggi sarebbe fuori anche dall’Europa League. La Fiorentina, dal canto suo, precipita invece in decima posizione, esattamente a metà classifica, la posizione dell’anonimato per eccellenza.

Sui motivi per i quali la Viola si trovi in decima posizione potremmo scrivere un libro: dal disimpegno societario al regime di autogestione finanziaria; da un mercato che ha portato a Firenze tanti ragazzini di belle speranze, ma pochi calciatori formati, al flop di quei 2/3 elementi che avrebbero dovuto fare la differenza quest’anno; fino alla preoccupante involuzione di quei calciatori che nel girone d’andata avevano stupito un po’ tutti, a Firenze e non solo, per prestazioni di assoluto livello.

Ma questa è filosofia ed il calcio è anche e sopratutto matematica. E allora, sul banco degli imputati non può che finirci Mister Pioli, meglio conosciuto come Mister X. Per stare in alto in classifica servono punti ed i punti si fanno vincendo le partite. La Fiorentina invece, con la gara contro la Lazio, ha inanellato il tredicesimo pareggio – primo posto assoluto tra le squadre di Serie A – mentre il conto delle vittorie si ferma a 8, una in meno del Parma che è dietro i viola in classifica, solo una più di Sassuolo e Genoa, col grifone che si trova ai margini della lotta per non retrocedere.

Troppo poco per sperare in una qualificazione europea, ma troppo poco anche per sperare nella finale di Coppa Italia. La Fiorentina di Pioli – e questo lo ripetiamo dall’inizio dell’anno – è decisamente inferiore tecnicamente alle prime cinque del campionato (Juventus, Napoli, Milan, Inter e Roma). Atalanta, Torino e Sampdoria forse la equivalgono, ma hanno un gioco ed una forma fisica, ad oggi, decisamente superiore. La Lazio – forse la più in crisi tra quelle che precedono i viola – è tecnicamente più forte della Fiorentina, ma sta attraversando un periodo di appannamento dal punto di vista tattico: ciò nonostante, ieri sera ha dominato per almeno 1 ora sul campo del Franchi, rischiando di perdere solo grazie alle solite individualità gigliate, Luis Muriel su tutti.

Se fossimo di fronte ad un’altra società, sicuramente il bicchiere viola sarebbe da vedere mezzo pieno: una squadra ancora acerba, ma piena di giovani dall’avvenire radioso, attorno ai quali gettare le basi per un futuro denso di soddisfazioni. Purtroppo però stiamo parlando della Fiorentina dei Della Valle, una squadra che deve vivere di autofinanziamento e quindi di anno in anno. Ecco perché il bicchiere è drammaticamente mezzo vuoto. Quest’anno la Fiorentina regalerà ai suoi tifosi – sempre unici, numerosi ed inappuntabili – un campionato, se possibile, ancora più anonimo degli ultimi due, mentre i campioncini dal sicuro avvenire rappresenteranno – ahinoi! – ben presto, delle laute e remunerative plusvalenze che Corvino e Soci metteranno, quello si con soddisfazione, a bilancio.