Novanta minuti. Tanto manca alla fine di questo disgraziato campionato per la Viola. Novanta minuti che ci diranno se la Fiorentina dovrà vivere la quarta retrocessione della sua storia oppure no. Una retrocessione che sarebbe per certi versi ancora più clamorosa di quella patita nel 1992 ai tempi di Effemberg, Laudrup, Di Mauro e Batistuta, visto che solo mezzo girone fa, la Fiorentina era in lotta per le zone nobili della classifica o, quantomeno, per le zone immediatamente a ridosso di quelle che valgono la qualificazione in Champions League.

Adesso, Firenze e la Fiorentina attendono il Genoa, guidato – scherzo infame del destino – da Cesare Prandelli, uno che a Firenze ha lasciato tantissimi amici e tanti bei ricordi. Se l’Empoli dovesse battere l’Inter nell’ultima partita della stagione, quello tra Fiorentina e Genoa diventerebbe uno scontro fratricida che condannerebbe, inevitabilmente, una delle due squadre al purgatorio della serie cadetta.

Ma come è possibile che una squadra che può vantare un tridente composto da Simeone, Muriel e Chiesa, che può contare su giocatori del calibro di Milenkovic e Veretout, indiziati per essere la centro di vere e proprie aste di mercato nella prossima estate e che vanta in rosa nazionali come Benassi, Biraghi e Pezzella, sia ridotta a non essere ancora salva a 90 minuti dalla fine del campionato? Di chi è la colpa?

Noi, un’idea ce l’abbiamo e l’abbiamo anche esternata più di una volta. Non abbiamo mai risparmiato critiche a chi parla e straparla di progetti e di famiglia, ma poi tratta la Fiorentina come un’azienda ed i tifosi come clienti. Abbiamo puntato il dito contro chi ha speso quasi 9 milioni di euro per acquistare Lafont e per infarcire una squadra di prestiti mediocri come Gerson, Edimilson e Mirallas. Abbiamo accusato chi ha costretto alle dimissioni Stefano Pioli, sostituendolo con un allenatore che niente aveva a che fare con questa Fiorentina.

Ma ora non è il momento delle accuse. Non è il momento delle contestazioni. Non è tempo di polemiche. Ora serve coesione, serve legame, serve concentrazione. Da parte di tutti: società, squadra, allenatore, calciatori e tifosi. Perché la paura fa davvero 90, come i minuti che mancano alla fine del campionato ed alla resa dei conti.

Poi, tra 90 minuti, se le cose andranno come tutti speriamo vadano, i Della Valle dovranno dirci se la prossima estate sarà quella della rifondazione, dell’addio, o se sarà l’ennesima estate di grandi guadagni, con i Chiesa, i Milenkovic, i Veretout, i Simeone, i Biraghi, eccetera… sacrificati sull’altare delle plusvalenze e dei buchi di bilancio.

Fiorentino, appassionato di politica e di cinema. Scrive di calcio e motori, ovvero dei suoi amori sportivi. Tifosissimo della Fiorentina e "di chiunque batta la Ferrari", ha scelto di scrivere di sport per una sorta di sfida personale: riuscire a tenere a bada la passione, per essere quanto più imparziale ed oggettivo possibile. Ci risucirà?