Possibile perdere contro la penultima in classifica, avendo in campo giocatori del calibro di Chiesa, Muriel, Veretout, Milenkovic, Biraghi, Pezzella, eccetera? Risposta: si.

La Fiorentina ormai è una squadra mentalmente in vacanza, ossessionata da quello che, ormai da settimane, è l’ultimo appuntamento della stagione, ovvero la semifinale di ritorno di Coppa Italia, a Bergamo, contro la sorprendente Atalanta di Gasperini che esce indenne anche da San Siro, contro l’Inter ed aggancia il Milan al quarto posto in classifica. Un’ossessione che, visti i valori calcistici attualmente espressi da Fiorentina ed Atalanta, il 25 aprile prossimo potrebbe trasformarsi nell’incubo più nero per i gigliati.

Ma i viola, ancor prima che demotivati e senza obiettivi, appaiono una squadra ed una società allo sbando più totale. Che la famiglia Della Valle non abbia più la passione e la voglia di investire di un tempo, ormai è sotto gli occhi di tutti e la rottura con il tifo organizzato anche. La Fiesole è in guerra aperta con la proprietà e i cori che si levano durante il naufragio di oggi contro il Frosinone, lasciano poco spazio alla fantasia. A proposito: Andrea Della Valle, presente allo stadio, ha abbandonato la tribuna Vip a metà del secondo tempo, poco prima del gol vittoria frusinate di Daniel Ciofani, forse infastidito dal susseguirsi di inviti ad andarsene, che la Curva Fiesole gli ha costantemente rivolto.

Chi, fino ad oggi, aveva tenuto a galla la barca viola, erano stati i giocatori, sempre sostenuti e spronati dal pubblico. Tra i calciatori e il pubblico esisteva una sorta di “patto d’onore”, firmato all’insegna del “non sarete fenomeni, ma date sempre il 110% e nessuno vi farà mancare affetto e supporto”. Purtroppo, ora, anche questo patto sembra essere venuto meno. Molti degli attuali interpreti del gioco hanno di fatto le valigie pronte: chi è in prestito con diritto di riscatto, eccezion fatta – forse – per Luis Muriel, sa che non verrà mai riscattato e che l’avventura a Firenze è quindi destinata a concludersi nel giro di un paio di mesi. Chi invece ha mercato ed ha gli occhi puntati addosso delle società più importanti d’Italia e d’Europa, sa che la Fiorentina non farà troppa resistenza per evitare la loro cessione e che, anzi, farà di tutto per rimpinguare le proprie casse, in attesa di ripartire da zero, con l’ennesimo nuovo ciclo. Ecco perché i Milenkovic, i Biraghi, i Veretout, gli Edmilson – oggi era infortunato – i Mirallas, lo stesso Chiesa – comunque l’ultimo a mollare e ad arrendersi – non sono più quelli di inizio stagione.

In tutto questo caos, menzione a parte merita Stefano Pioli, anch’egli ormai a tempo determinato e da separato in casa sulla panchina viola, dopo che il presidente esecutivo Cognigni, ripetendo lo stesso identico errore fatto con Prandelli e Montella prima e con Paulo Sousa poi, gli ha fatto intendere che a giugno non sarà confermato.

Con mezza squadra e l’allenatore in partenza, una società sempre più lontana e disinteressata alle vicende calcistiche ed un direttore sportivo che ha sbagliato le ultime sette campagne acquisti e che forse è l’unico che può vantare buone chance di riconferma, anche il decimo posto appare come un miracolo. Miracolo insediato però da vicino da Sassuolo, Cagliari, Parma e, un po’ più da lontano, da Genoa, Udinese e Spal.

Nel pomeriggio, la società viola ha pubblicato una nota sul proprio sito violachannel.tv: “A seguito della grave sconfitta con il Frosinone, la proprietà e la dirigenza della Fiorentina si riuniranno durante le prossime 48 ore con l’obiettivo di analizzare con lucidità la situazione e individuare tutte le misure volte a garantire l’impegno ed auspicabilmente i risultati della squadra in vista degli impegni dell’ultima parte dell’anno sportivo. Si vuole rivedere la squadra forte e promettente vista in più occasioni durante questa stagione“.

Chi, ad inizio stagione parlava di piazzamento Europa League come obiettivo minimo, e poi si ritrova a difendere il decimo posto da Udinese e Spal, con tutto il rispetto per società che non hanno blasone e bacino di utenza pari a quelli viola, ma che sicuramente sono più sane e motivate della Fiorentina, non dovrebbe emettere note.

Firenze e i fiorentini non vogliono “rivedere la squadra forte e promettente vista in più occasioni durante questa stagione”, bensì la Fiorentina del passato, quando il Franchi era un fortino inespugnabile e tutto il mondo invidiava i talenti che indossavano la maglia viola. La Fiorentina che le autogestioni e il pareggio di bilancio hanno cancellato per sempre.