La giornata di oggi la porterete con voi tutta la vita. Ricordate questo giuramento e tenetevi sempre fede, sarà per voi ispirazione e modello per i giorni a venire” rammenta il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano Generale Salvatore Farina ai 109 allievi sottufficiali del 21° Corso “Esempio” Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano. Sotto un cielo variabile, con nuvole che si alternano al sole e sulle note dell’Inno Nazionale, di Parata d’Eroi e del Piave uniformi tirate a lucido e menti alti si stagliano di fronte al palco delle autorità.

Giovani, di età compresa fra il 18 e i 26 anni, provenienti da ogni parte d’Italia che negli ultimi mesi hanno a lungo atteso il giorno in cui avrebbero giurato di difendere e di servire le Istituzioni della Patria. 

I primi tempi sono stati duri, selettivi” ricorda Alessio da Orvieto con il sogno di essere, un domani, pilota di elicotteri.  La vincita del selettivo concorso per la Scuola, infatti, non ripara da eventuali, ulteriori scremature: dal primo ingresso alla caserma “Soccorso Saloni” fino al momento di giurare si è aspiranti allievi, una posizione delicata a metà fra il “ce l’ho fatta” e lo “stringi i denti e cerca di non cedere”. 

Di fronte agli scaglioni che, all’unisono, gridano un sibillino e possente “lo giuro”, le autorità cittadine e i rappresentanti delle quattro Forze Armate, delle Associazioni Combattentistiche e delle Infermiere Volontarie. 

Ringrazio tutti i presenti, in particolare voglio ricordare le famiglie. Sì, proprio loro: i vostri padri e le vostre madri, le fidanzate e i mariti che vi sostengono con affetto e pazienza e che sono importanti per garantirvi serenità ed equilibrio” continua il generale rivolgendo le sue parole alle centinaia di persone, parenti e amici,  che assiepano le tribune e pronte ad uno scatto da centometristi pur di immortalare la vittoria e la felicità dipinte sul volto degli allievi quando le compagnie, composte e compatte, sfilano con i loro comandanti in testa sulle note della Banda dell’Arma Trasporti e Materiali. 

Alcuni portano già qualche medaglia sul petto (militari che hanno prestato servizio in Patria e all’estero), nel petto di qualcun altro c’è invece la speranza di vedersi maresciallo in un reparto di fanteria, ad esempio Agata da Catania una delle 13 allieve del Corso “Esempio”. 

Come ricorda il generale Farina il 12 aprile sarà un giorno che i 109 ricorderanno per sempre: un primo passo verso un traguardo ambizioso seppure ancora lontano, da raggiungere con sacrificio, coniugando lo studio universitario con molta attività fisica e con l’acquisizione delle competenze militari necessarie a diventare efficienti e responsabili comandanti di plotone.