Delfini morti nell’Egeo dopo gli esercizi della Marina turca

“Anche se ci vuole tempo per fare le analisi necessarie per determinare il possibile collegamento tra i decessi dei delfini e gli esercizi turchi, non può essere ignorato questa pressione senza precedenti sugli ecosistemi marini" ha detto il direttore dell'Istituto di protezione dell'ambiente marino "Arcipelago"

Nelle ultime settimane, nel Mar Egeo si sta verificando un fenomeno sgradevole oltre che preoccupante: delfini morti trovati a riva. Un fenomeno che sta causando grande preoccupazione per le cause e le pressioni sui preziosi ecosistemi.

Secondo il quotidiano greco “Kathimerini” l’istituto della conservazione marina “Arcipelago” ha registrato un numero sempre più elevato di delfini morti. L’incidente più recente si è verificato mercoledì, quando sono stati trovati ben 13 delfini morti, di cui solo la metà sulla costa settentrionale di Samos. 

L’acquologa Anastasia Miliou, direttrice della ricerca dell’Arcipelago, ha spiegato che “questi delfini non hanno alcun segno di uccisione intenzionale o di malattia grave. Nella maggior parte dei casi erano animali giovani e non c’era nulla che giustificasse la loro morte prematura”.

È un fenomeno ancora più strano se si pensa che di solito l’Istituto trova solo uno o due delfini morti. 

“I delfini che abbiamo trovato – ha spiegato Theodore Tsimpidis, di Arcipelago – sono stati spazzati via dai venti nord-occidentali dall’Egeo centrale e nord-orientale; ma se si considera le migliaia di chilometri di regione costiera, coste per lo più inaccessibili, si capisce che i delfini morti trovati costituiscono una piccola parte del numero reale. Le avverse condizioni meteorologiche non hanno permesso alla nostra nave di andare in mare aperto per avere una visione più completa”.

Il dato preoccupante è che le morti coincidono con gli esercizi della marina turca, ha osservato Mr. Tsimpidis: “l’aumento di queste morti coincide con i numerosi esercizi della marina turca che si sono svolti nell’Egeo poche settimane fa. Molti dei mammiferi morti trovati, provengono dalle aree di esercitazione, di conseguenza, anche se ci vorrà del tempo per effettuare analisi appropriate per determinare una possibile associazione tra le morti dei delfini e gli esercizi turchi, non può essere ignorato questa pressione senza precedenti sugli ecosistemi marini. Agli esercizi della marina turca hanno partecipato più di 100 navi da guerra turche che sparavano proiettili veri e utilizzavano continuamente (in modo incontrollabile) il sonar, causando intenso rumore subacqueo. Numerosi studi scientifici internazionali hanno dimostrato che il rumore delle frequenze navali, dei sonar, provocano effetti devastanti sugli ecosistemi marini, i mammiferi marini in particolare ma anche pesci e zooplancton”.

I ricercatori dell’Arcipelago hanno più volte sottolineato che le navi da guerra (provenienti da diversi paesi) sovraffollano il Mar Egeo e che insieme all’aumento del turismo e della pesca eccessiva, stanno provocando una forte pressione sugli ecosistemi marini, in particolare nei mammiferi. 

C’è forte preoccupazione per l’espansione della pressione globale sugli ecosistemi sensibili e ancora un volta poca attenzione sul preoccupante fenomeno.