Sarà forse il successo del film Hammamet di questi giorni , ma la figura di Craxi è tornata alla ribalta con una serie di giudizi in parte troppo agiografici , in parte troppo ostili.
Io Marco Travaglio lo ritengo un uomo intelligente, eccessivo, spesso totalmente accecato da un giustizialismo privo di qualunque freno garantista.
Ma comunque non lo ho mai ritenuto in tutta la mia vita uno stupido.
Allora oggettivamente non può pensare che le sue parole riguardo al giudizio storico complessivo su Bettino Craxi siamo intellettualmente corrette.
Il Craxi politico, peggiore del Craxi condannato?
Ma non ci crederebbe neanche l’ultimo degli storici in buona fede.
Craxi è stato condannato ed è scappato all’estero. Io me lo difenderò mai da questo punto di vista. Poteva esserci un clima d’odio, poteva esserci un clima difficile, da considerare come attenuante, ma aveva il dovere morale di rimanere in Italia e di affrontare qualsiasi procedimento giudiziario nei suoi confronti mettendosi in gioco in prima persona e restando nel suo paese. Era un dovere verso tutti coloro i quali hanno creduto in lui.
Ma il Craxi politico è comunque un’altra cosa, si può non essere d’accordo con le sue visioni, che però non si possono preventivamente escludere da un’analisi oggettiva, al fine di formulare un giudizio storico, i risultati del suo lavoro.
Due asserzioni mi danno particolarmente noia nel ragionamento di Travaglio, e non perché io rimpianga Craxi, ma perché non sono storicamente né soprattutto intellettualmente corrette.
Sigonella il momento più buio della nostra storia nazionale?
In quel momento Craxi difese la sovranità dello stato italiano, nei confronti di un alleato, poiché egli non poteva assolutamente consegnare quegli infami terroristi palestinesi che avevano compiuto un reato in acque internazionali, ma su una nave italiana ad un qualsiasi paese estero.
Un difensore della legalità come Travaglio dovrebbe aver chiaro che non era possibile farlo verso un Paese che adottava la pena capitale, perché si sarebbe andati contro la nostra Costituzione.
Ma soprattutto gli italiani erano gli unici, visto che era accaduto in casa nostra, ad avere il diritto di punire quei terroristi.
Cosa che è stata fatta.
Se fosse stato ucciso un cittadino italiano, da terroristi stranieri su una nave battente bandiera americana, gli americani non avrebbero mai e giustamente consentito che fosse sottratta la competenza alla loro magistratura.
A Sigonella i militari italiani difesero, su ordine del governo la sovranità e la dignità del paese e questo è stato riconosciuto anche dagli stessi americani che comunque con Craxi hanno avuto un rapporto di importante e cooperazione soprattutto grazie al Forte legami di reciproca stima tra lui e Ronald Reagan.
Se Sigonella viene considerato il momento più nero della storia nazionale, il Cermis come va considerato?
La questione dei Marò come va considerata?
E poi assurda l’asserzione che politicamente, molti politici italiani moderni non avrebbero nulla da imparare da Bettino Craxi.
Sicuramente un uomo discutibile è lontano dai miei principi, però certo non c’è paragone tra lui e Di Maio in politica estera. Perché se guardiamo alla tragedia, per molti aspetti comica della gestione della crisi Libica di questo governo, a confronto qualsiasi ministro degli Esteri della prima Repubblica ha fatto sicuramente meglio.
Alcuni giorni fa Di Maio durante la riunione sulla situazione Libica con i ministri degli esteri di Francia, Malta e Cipro se ne è andato come uno scolaretto deluso,forse finalmente cosciente di aver danneggiato gli interessi nazionali con la sua incompetenza.
Giuseppe Conte subisce l’affronto di Seraj che neppure lo incontra, costringendolo a riconosce che il governo si è mosso in ritardo.
In buona sostanza hanno compromesso con la loro incompetenza la nostra stabilità nel Mediterraneo, riportando una grande influenza della Turchia dopo oltre 108 anni.
Neanche a farlo apposta avrebbero potuto fare un danno così grande.
Con tutto quello che di male si possa pensare di Craxi, non era di certo politicamente così incompetente.
Facendo un paragone drammatico è come se avessimo sostituito un chirurgo disonesto ma competente e capace di salvare vite, con un buon uomo comune messo in sala operatoria, che fa una strage in totale buona fede per universalmente riconosciuta incompetenza.
Facendo la somma non mi sembra comunque un grande affare.