Troppo piccolo per parlare”. Il labiale inchioda il campionissimo e se non bastasse, arriva anche il gesto con la mano, mossa a mo’ di bocca che chiacchiera. Siamo al 59’ minuto di Roma-Juventus e Cristiano Ronaldo si rivolge al capitano giallorosso, Alessandro Florenzi, ironizzando sulla sua statura. Si accende subito un battibecco che CR7 conclude con un abbraccio – che a dire il vero non sembra convincere tanto Florenzi – che gli evita un provvedimento disciplinare da parte dell’arbitro Massa.

La rivincita del capitano giallorosso arriva al 79’, quando la statura conta il giusto nello scavetto con il quale supera il portiere della Juventus e deposita in fondo al sacco il gol vittoria che mantiene in corsa la Roma per la qualificazione Champions.

Ma al di là della rivincita di Florenzi, resta il gesto del portoghese che, soltanto quest’anno, arriva dopo il pallone scaraventato in Curva Fiesole in seguito al rigore realizzato contro la Fiorentina; la mano aperta – ad indicare le 5 Champions League vinte – mostrata ai tifosi dell’Atletico Madrid e la spallata ad Ichazo, rifilata all’estremo difensore granata dopo aver segnato il gol del definitivo 1-1 nel derby della mole.

Gesti che sicuramente non offuscano il valore tecnico di uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, ma che lasciano molti, molti, dubbi sullo spessore caratteriale dell’uomo CR7. Insomma, se da una parte tutti si spellano le mani ad applaudire Mister 600 gol, l’uomo dal fisico d’acciaio, l’unico in grado di vincere 5 Champions League e altrettanti palloni d’oro; dall’altra, non possiamo fare a meno di chiederci che razza d’esempio possa dare alle migliaia di fans (molti di loro piccoli atleti in erba) uno sportivo che manca palesemente di rispetto ad un avversario, colpevole soltanto di non essere uno spilungone? Uno che sfotte e deride i tifosi avversari? Uno che dilapida 11 milioni di Euro per acquistare un’automobile? Uno che patteggia col fisco una maxi evasione fiscale?

Caro Cristiano – come va di moda chiamarti prendendo spunto dalle telecronache italiane – che non sia tu, in fondo in fondo, troppo piccolo per essere grande?

 

Fiorentino, appassionato di politica e di cinema. Scrive di calcio e motori, ovvero dei suoi amori sportivi. Tifosissimo della Fiorentina e "di chiunque batta la Ferrari", ha scelto di scrivere di sport per una sorta di sfida personale: riuscire a tenere a bada la passione, per essere quanto più imparziale ed oggettivo possibile. Ci risucirà?