Conti – È lì in mezzo a tutte le autorità, il giorno in cui il Comune di Firenze ha deciso di dedicare una piazza a suo padre sindaco repubblicano di Firenze, primo dichiaratamente laico ed appartenente alla massoneria della storia repubblicana. Lui è Lorenzo Conti, figlio di Lando ed ha deciso di parlare con noi.

È stata dedicata una via a suo padre Lando Conti sindaco di Firenze, ucciso dalle Brigate Rosse. Ma ciò è avvenuto dopo 34 anni ritiene siano tanti?

Un terzo di secolo. Direi che sono tantissimi. Subito tutti, Spadolini, Scalfaro, Craxi dissero che Lando Conti avrebbe avuto il giusto riconoscimento pubblico. Ci sono voluti 34 anni per avere una via. L’Italia di oggi!

Tanti! troppi?

Senza motivo, se si fosse trattato di altri l’avrebbero avuta la settimana dopo. Stava semplicemente andando a fare il suo dovere di consigliere comunale. È inspiegabile in questo caso il comportamento delle istituzioni.

Saprebbe dare un opinione su Lando Conti come sindaco?

Io ero giovane.
Avevo vent’anni, vivevo allegramente il fatto che mio padre fosse sindaco.
È stato un sindaco che ha capito più di altri che Firenze doveva crescere, espandersi uscire dalle proprie mura.
Voleva una Firenze nuova, aveva grandi progetti, la tramvia che era già stata pensata nel 1984, il Polo Universitario di Novoli, Castello.
Mi ricordo che a quei tempi si faceva politica per passione, il rimborso spese era una cosa ridicola.
Mi fa ancora piacere che la gente lo ricordi come il sindaco del sorriso, per la sua allegria.

A Lando Conti piacerebbe oggi Firenze?

Ni. Sicuramente Firenze gli piacerebbe sempre, ma vorrebbe più coraggio in certe scelte.
Non credo vorrebbe puntato sull’ampliamento dell’aeroporto, penso che avrebbe voluto piuttosto sviluppare quello di Pisa ed ampliare Firenze in quella zona, avrebbe ancora voluto espanderla.
L’insicurezza ed il degrado sono il risultato di anni di incuria. Lui sarebbe stato assolutamente contrario. I repubblicani hanno sempre visto la supremazia dello Stato. Lo Stato deve essere forte, fermare il pericolo. Qui è tutto concesso.

La responsabilità di chi è?

È un errore di fondo della sinistra, pensare sempre che se qualcuno fa qualcosa di male la colpa non sia nell’individuo ma negli errori della società.

Quali sono gli amici del partito repubblicano che sono rimasti vicini a lei ed alla sua famiglia dopo la morte di suo padre?

Nessuno di quelli importanti. Pochissimi a livello locale. Armando Niccolai in particolare. Ed alcune persone defilate. Nella vita c’è molto degrado umano.

Cosa vorresti dire ai giudici?

Credo che qui a Firenze non ci sia giustizia.
La cosa che mi disturba di più è che la magistratura non abbia mai punito democrazia proletaria, per aver affermato che mio padre era un mercante di armi solo perché possedeva lo 0,20% di una ditta fondata da mio nonno che produceva radar.
La risoluzione numero 20 delle Brigate Rosse che lo condannava a morte si basava maggiormente sul fatto che fosse un mercante di armi.
Una vera e propria diffamazione, ancora recentemente ho sentito dire in un bar che Lando Conti era un buon sindaco, però si arricchiva vendendo armi.

Cosa ricorda di quel giorno?

Lì per lì vi fu un dolore interiore immenso, misto a confusione.
Era un uomo pacifico, non faceva male a nessuno.
Anche se mi ha urtato l’ipocrisia delle istituzioni.
Ci sono voluti 34 anni per avere una via e venti per avere la scritta sulla targa commemorativa che dava la responsabilità alle Brigate Rosse non quella formula ibrida: “mano terrorista” .
C’è un negazionismo storico mostruoso a Firenze.

L’omicidio di suo padre e’ concomitante con la ricorrenza delle Foibe…

Concomitanti ed uniti dal negazionismo. Il PCI parlava di sedicenti Brigate Rosse, non esistevano, esattamente come le Foibe.
Il Partito Comunista è stato il peggio del negazionismo storico.
Il PRI era filoamericano, e non filosovietico. Non glielo perdonano ancora.

Lando Conti descritto in poche parole?

A casa c’era poco. Amava la vita come se sentisse che doveva durare poco, era un eterno ragazzo voleva godersi ogni momento.

Per chi crede che voterebbe oggi?

Difficile da dirsi. Starebbe probabilmente a destra. Qualche tempo fa magari avrebbe votato Forza Italia. Ma oggi sinceramente non lo so.
Sicuramente non si sarebbe mai confuso con i grillini o con i renziani.