Matteo Salvini – Ministro degli Interni che, ultimamente, non ha un buon feeling col mondo del calcio – lo aveva detto in settimana, a mo’ di battuta, intervenendo in una nota radio sportiva fiorentina: “il Milan ultimamente sta facendo beneficienza a tutti, vedrete che ne approfitterà anche la Fiorentina“.

Pronostico azzeccato, tranne che per la beneficienza. La Fiorentina vince a Milano e mette in cascina la prima vittoria in trasferta stagionale, grazie ad un gran gol di Federico Chiesa, ma grazie anche ad una partita estremamente pratica e razionale, che, pur evidenziando tutti i limiti della squadra di Pioli – in pratica pericolosa soltanto nell’occasione del gol – ha permesso ai Viola di avere la meglio di un Milan rimaneggiato nell’organico, ma ancor prima assolutamente privo di idee e di gioco.

Il Milan di oggi è, del resto in linea con le ultime prestazioni, assolutamente poca cosa. Si accende a sprazzi, giusto se inventa qualcosa Suso e si rende pericoloso con un paio di tiri di Çalhanoglu che comunque impensieriscono il giusto Lafont. Il resto è meno di nulla: Higuain sembra un turista a passeggio per via Montenapoleone, Castillejo un oggetto misterioso ed il povero Calabria, inventato oggi centrocampista, uno scolaretto al primo giorno di scuola media, dopo gli anni trascorsi alle elementari.

Non che la Fiorentina sia andata a Milano a dispensare lezioni di calcio, ma grazie ad una difesa sempre più solida (Pezzella, Vitor Hugo e, soprattutto, Milenkovic sono apparsi, contro Higuain e Castillejo, montagne insormontabili da scalare quanto l’Everest e il K2 con le scarpe di tela) e ad un centrocampo imperniato su Jordan Veretout, oggi particolarmente a proprio agio nel nuovo ruolo di regista, non ha quasi mai rischiato di soccombere e, alla fine, è riuscita anche a portare a casa il risultato.

La differenza vera l’ha fatta Federico Chiesa, sacrificato per due terzi di gara a giocare a destra, dove riesce ad incidere la metà della metà di quanto riesce a fare a sinistra, dove, non appena Pioli ce lo spedisce, riesce ad entrare dentro il campo e liberare il suo destro sul palo lontano che non lascia scampo a Gigio Donnarumma, fino ad allora spettatore.

La vittoria della Viola, arrivata dopo il 3-1 della Lazio sul Cagliari, riapre improvvisamente la corsa al quarto posto che vuol dire Champion League: tra i 28 punti della Lazio – oggi quarta forza del campionato – ed i 24 punti dell’Atalanta – che ancora non è scesa in campo – sono comprese ben 7 squadre.

Che sia questo, alla fine, il vero motivo d’interesse per un campionato reso troppo scontato dallo strapotere della Juventus? Sicuramente non basterà questo a consolare Rino Gattuso, ma almeno, i non tifosi del Milan, avranno qualcosa per il quale ringraziarlo…