Caro Federico, te lo diciamo con tutto l’affetto che proviamo per te e che abbiamo provato in passato per tuo papà, eroe di tante partite al fianco di Batistuta e Rui Costa in una delle stagioni più belle della storia recente viola: smettila con questa storia del muso lungo! Smettila per davvero. E smettila alla svelta.

Questa storia del ragazzo triste, che non sorride mai, che non si diverte più, sta venendo a noia. All’inizio faceva sorridere, anzi, faceva quasi tenerezza. Adesso sta diventando fastidiosa. Anche perché, caro Federico, la maglia che indossi e la società che ti paga lo stipendio hanno una storia che tu nemmeno ti sogni e che, ti auguriamo, di poterla anche solo sfiorare nel corso di quella che sarà la tua carriera. Una storia che parte dai piedi sudamericani di Miguel Montuori e, passando da quelli fatati di Julinho, arriva alle fredde gambe secche di Kurt Hamrin, che gli valsero il nomignolo di “uccellino”. E se non ti basta condividere tutti i giorni la tua vita calcistica con un certo Giancarlo Antognoni, oggi team manager della Viola, ma prima ancora indimenticata bandiera di una città e di una squadra, chiedi a tuo padre cosa hanno significato per Firenze i vari Bati, Rui, Toldo.

Quando ti isoli da tutto e da tutti, col tuo smartphone e le tue cuffiette, anziché ascoltare la musica, fai una cosa: apri YouTube e scrivi: “Roberto Baggio Napoli Fiorentina” oppure “Baggio Borgonovo Fiorentina Inter“. Ti accorgerai, guardando quel ragazzo riccioluto, che quella maglia che oggi indossi te, non è una maglia per tutti. E quel ragazzo, pensa un po’, ebbe anche lui per un periodo il muso lungo, ma a differenza tua, lui, il muso, lo mise quando da Firenze fu costretto ad andarsene (alla Juve, coincidenza).

Caro Federico, cosa c’è che non va? Perché anche il CT Mancini, al termine della partita della nazionale italiana contro l’Armenia, è dovuto intervenire pubblicamente, quasi a consolarti per quel tuo dispiacere di essere rimasto alla Fiorentina. Qual è il problema? Ti hanno “costretto” a rimanere alla “piccola” Fiorentina, anziché andare a scaldare qualche seggiolino della tribuna dello Juventus Stadium (magari in compagnia di qualche altro Ex, finito con l’essere non proprio un “titolatissimo” nella Juve)? Peccato! Ma ci avresti dovuto pensare quando hai firmato il contratto fino al 2023 con la società viola, all’epoca in cui dopo ogni gol segnato, indicavi e baciavi quel giglio rosso che porta cucito sul petto la maglia che indossi.

Caro Federico, ricordati che, prima di tutto, tu sei un privilegiato. Un ventenne che ha la fortuna di guadagnare milioni di euro e di vivere una vita da star solo per il merito di aver giocato due anni poco più in Serie A. Questo, non te lo dimenticare mai. il muso lungo lascialo ai tuoi coetanei che, magari con una laurea in tasca, finiscono a lavare i piatti in un qualche fast food di un sobborgo di Londra o di Berlino. Loro, a differenza tua, qualche motivo per avere il muso lungo ce l’hanno davvero.