Solstizio d’inverno 2011, stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro, di fronte all’Inter di Claudio Ranieri – che ha ancora in rosa molti dei protagonisti dello storico triplette firmato José Mourinho – sfila il Lecce di Serse Cosmi, una squadra giovane e sbarazzina che mette in mostra una serie di talentini “esotici” che incuriosiscono gli addetti ai lavori. In primis ci sono due giovanissimi colombiani, arrivati entrambi nella sessione di calciomercato estiva: Juan Cuadrado  e Luis Muriel, entrambi di proprietà dell’Udinese.

Bastano 19 minuti al ragazzino colombiano con la maglia giallorossa numero 24 per gelare San Siro e portare in vantaggio, in maniera inaspettata, la formazione salentina. I tifosi nerazzurri restano basiti: un po’ perché il piccolo Lecce è in vantaggio a San Siro, ma soprattutto perché quel ragazzino sorridente e “rotondetto” assomiglia, molto nel fisico, ma un po’ anche nelle movenze, niente meno che ad un certo Ronaldo; uno che, solo qualche hanno prima, aveva disegnato magie calcistiche fuori dal tempo su quello stesso manto erboso.

La partita tra Inter e Lecce finirà 4-1, ma Luis Muriel, in coppia col connazionale Juan Cuadrado, tornerà da Milano con in tasca la stima e l’amore di tutti i tifosi salentini. Alla fine del campionato, il giovane colombiano – Muriel è nato a Santo Tomàs il 16 aprile 1991 – arriverà con un bottino personale di 7 gol, che gli varrà il trasferimento – proprio assieme a Cuadrado – all’Udinese della famiglia Pozzo, già proprietaria dei cartellini dei due colombiani.

Esattamente come avvenuto a Lecce, anche a Udine il solstizio d’inverno porta fortuna a Luis Muriel, tanto che il primo gol in maglia bianconera sarà datato 22 dicembre 2012, in occasione del pareggio per 1-1 ottenuto dai friulani sul campo dell’Atalanta.

Nel 2015 Muriel viene ceduto alla Sampdoria per una cifra che si aggira attorno ai 10 milioni e mezzo di Euro. Lascerà Udine con 57 partite giocate e 15 gol segnati. A Genova Muriel cresce come calciatore, imponendosi all’attenzione del grande pubblico europeo. Purtroppo, sono in molti ad accusare il colombiano di non aver corrisposto le aspettative che fin da giovanissimo si era portato appresso. Muriel è senza dubbio un talento cristallino, un centravanti moderno, rapido e dotato di buona tecnica, in grado di agire anche da seconda punta o da attaccante esterno, ma non è mai riuscito a compiere il salto di qualità definitivo, forse a causa di un carattere non facilissimo da gestire o, più probabilmente, a causa di una congenita tendenza ad aumentare di peso che, spesso e volentieri, lo ha portato ad essere fuori forma, nei momenti cruciali della stagione. L’avventura genovese di Luis Muriel termina nel 2017 con 79 presenze e 21 gol.

Passa al Siviglia, che versa nelle casse blucerchiate una somma di circa 20 milioni di Euro per assicurarsi le prestazioni sportive del colombiano. Il club andaluso dimostra di avere grandi ambizioni, anche a livello europeo, dopo la parentesi firmata da Unai Emery – vincitore con il Siviglia di tre edizioni consecutive di Europa League, quella 2013/2014, quella 2014/2015 e quella 2015/2016 – e vuole tornare protagonista con un mercato che porta in maglia blancoroja Sandro dall’Everton, Simon Kjær dal Fenerbache, Nolito dal Manchester City, Ever Banega dall’Inter e, appunto, Luis Muriel dalla Sampdoria.

Muriel però – in realtà al pari di tutto il Siviglia – si rivelerà una grande delusione, segnando appena 8 reti in una stagione e mezzo.

Ieri, primo giorno di calciomercato di riparazione, è stato ufficializzato il ritorno in Italia di Luis Muriel, alla Fiorentina di Stefano Pioli, con la formula del prestito con diritto di riscatto e stipendio in buona parte accollato alle tasche del Siviglia. In attesa di capire se sarà Muriel l’uomo adatto a risolvere l’astinenza da gol della Fiorentina, sicuramente il colombiano ha rappresentato un buon affare economico per le casse gigliate. Unico problema: il solstizio d’inverno è appena trascorso, speriamo che il ragazzo che dicevano assomigliasse a Ronaldo, non abbia intenzione di aspettare quello d’estate per iniziare a segnare…