Da sabato 11 maggio a domenica 24 novembre 2019, a Venezia, ai Giardini e all’Arsenale, è visitabile la 58. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo May You Live In Interesting Times, a cura di Ralph Rugoff, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

La pre-apertura ha luogo nei giorni 8, 9 e 10 maggio, la cerimonia di premiazione e inaugurazione si svolge sabato 11 maggio 2019.

Paolo Baratta_Photo Francesco Galli_Courtesy La Biennale di Venezia

Cosa aspettarci da questa nuova edizione se il titolo di questa Mostra può essere letto come una sorta di maledizione, nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi?

In realtà – risponde Paolo Baratta, il Presidente della Biennale di Venezia – può essere un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, un invito può apparire particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione, generato da conformismo o da paura.

E io credo che una mostra d’arte valga la pena di esistere, in primo luogo, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovrasemplificazione.

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Quanti anni sono trascorsi dalla presentazione della Sua prima Mostra e qual è il ruolo della Biennale, le sfide che deve affrontare…

Sono trascorsi vent’anni dalla presentazione, in queste stesse stanze, della mia prima Mostra (da Presidente) dopo l’importante riforma della Biennale del 1998.

Posso dirvi sono stati tutti very interesting times.

È naturale che durante questi anni, insieme a tanti altri, ci siamo spesso interrogati sul ruolo della Biennale e sulle sfide che deve affrontare, consapevoli delle molteplici ambivalenti possibili letture del nostro lavoro (della nostra missione), che si distingue da tanti altri non per quello che si fa (Exhibitions) ma forse per lo spirito con cui lo si fa e per le modalità con cui si opera, modalità che a loro volta devono essere coerenti con quello spirito.  

JDurham_Great Dane_2017

Quanto conta il mercato nelle scelte che fa la Biennale? E quali scelte sono fondamentali per un artista?

Nel nostro lavoro occorre dare il senso dell’evoluzione storica senza necessariamente seguire lo schema parabolico-fisiologico secondo il quale tutto nasce, cresce, decade.

Occorre essere favorevoli alla rivoluzione permanente che ci è portata dalle opere e dagli artisti ma evitando schemi che fanno dell’artista un soggetto monodimensionale, agente diretto di storia ed evoluzione politica. 

Occorre non cadere nella trappola di farsi orientare dal mercato ma operare libere scelte e certamente evitare di compiacere il diktat delle tendenze prevalenti e, se necessario, agire in direzione opposta ai main stream del momento, ben sapendo che il mercato esiste e l’informazione che una Biennale offre finisce con l’essere anche un contributo al suo miglioramento.

Katayama, Mari_cannot turn the clock back

Qual è la mission verso gli artisti e verso i visitatori?

In breve, la nostra missione è semplice anche se non facile: offrire agli artisti un luogo di dialogo il più libero possibile e offrire ai visitatori un intenso incontro con l’arte.

In questi anni abbiamo aumentato i visitatori, e trovato un nuovo partner.

Nel corso degli anni passati il doppio costo dei trasporti in laguna ci portava a chiedere ausili addizionali, e nei ringraziamenti e nelle didascalie comparivano molti operatori anche di mercato…I visitatori sono diventati il nostro principale partner, più della metà hanno meno di 26 anni. Ricordare questo risultato mi pare il modo migliore per festeggiare i vent’anni trascorsi dal 1999.
Korakrit Arunanondchai_KA-NH58-300

La Mostra si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 79 artisti provenienti da tutto il mondo.

Davvero venti anni spesi bene nel mondo dell’Arte! Complimenti Presidente!

 

 

Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre. Ha poi contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon in mostre e progetti culturali di respiro internazionale.