Dopo il Gran Premio di Francia, qualcuno l’aveva soprannominata “Formula noia“. In effetti, sommando il fatto che il Paul Ricard sembra più un videogioco che una pista da corsa, allo strapotere dimostrato fin qui da Hamilton e dalla Mercedes, il nomignolo sembrava più che azzeccato.

Ma a cancellare ogni possibilità di annoiarsi di fronte allo schermo, a soli 7 giorni dal Gran Premio di Francia, ci hanno pensato i due (anzi i tre, perché non possiamo trascurare l’ennesima grandissima prestazione di un altro ragazzino prodigio, ovvero Lando Norris a bordo di una ritrovata McLaren, giunto sesto) predestinati: Charles Leclerc e Max Verstappen, 42 anni in due, uno pilota Ferrari, l’altro alfiere della Red Bull padrona di casa sul tracciato austriaco.

Charles e Max hanno iniziato a suonarsele già ai tempi delle corse sui kart, poi si sono affrontati nelle serie minori, mettendo in mostra un talento decisamente al di sopra della media. Max è stato notato da Helmut Marko e portato prima in Toro Rosso e poi in Red Bull, fino a diventare la prima guida del team austriaco, scalzando perfino un validissimo – e vincente – Daniel Ricciardo. Charles ha dovuto fare un paio d’anni di gavetta in più, prima di finire sotto contratto con la Ferrari che lo ha parcheggiato all’Alfa Romeo-Sauber per la prima stagione in Formula 1, prima di affidargli la guida della seconda monoposto di Maranello, dove ha preso il posto nientemeno che all’ultimo campione del mondo in rosso, ossia Kimi Raikkonen.

LA GARA

Oggi Charles e Max scattavano, per la prima volta, entrambi dalla prima fila in un Gran Premio di Formula 1, promettendo scintille fin dalla prima curva. Invece, allo spegnimento dei semafori, il primo colpo di scena, con Leclerc che scatta in testa e Verstappen che invece resta piantato come una nonna Pina qualsiasi all’uscita dal supermercato.

Dalla settima posizione dove Max si ritrova alla prima curva però, inizia una rimonta portentosa, degna di altri tempi, nei quali la Formula 1 aveva decisamente meno regole, meno vincoli e tanta più adrenalina. Una rimonta che porta il giovane pilota olandese a raggiungere Charles Leclerc al giro 68, a sole 3 tornate dalla bandiera a scacchi.

Giro 68 e primo tentativo di sorpasso, con Leclerc che tiene il gas schiacciato fino in fondo e costringe Max a rimettersi in coda alla Ferrari numero 16. Al giro 69 però, nello stesso identico punto, è Max a non mollare il piede: la Ferrari e la Red Bull si toccano, ruota anteriore sinistra austriaca contro ruota anteriore destra italiana, con Leclerc che finisce fuori traiettoria a Verstappen che vola a vincere la gara.

IL PODIO, L’INVESTIGAZIONE, LA FAKE NEWS, LA VITTORIA

Alla fine della gara la tensione tra Leclerc e Verstappen è alle stelle. Mentre i commissari confermano che l’incidente del 69esimo giro è finito sotto investigazione, i due non si scambiano mezza parola nel retropalco, neppure un’occhiata. Anzi, Leclerc, ricevuto il premio del secondo classificato, lascia addirittura il podio, sottraendosi ai festeggiamenti di rito e tornando solo per la foto finale, probabilmente obbligato dalla direzione gara.

Nel dopo gara si attende un pronunciamento della direzione gara: la vittoria di Verstappen sarà confermata, o arriverà una sanzione per il numero 33 che darebbe la vittoria al giovane rivale ferrarista? Alle 17.37 arriva il comunicato della direzione gara: 5 secondi di penalità per Max Verstappen e vittoria quindi che finisce nelle mani di Charles Leclerc! Scoppia la festa nel motorhome Ferrari, laddove gli uomini in rosso stavano mestamente già smontando le loro cose. I capi della Ferrari si precipitano a spostare il volo di rientro a casa: Charles ha vinto la sua prima gara in Formula 1 ed è giusto dare il via ai festeggiamenti che gli erano stati impediti al momento del podio.

Passano pochi minuti e la beffa travolge Leclerc e la Ferrari: il comunicato della direzione gara è una Fake News! Un falso, fatto bene, ma falso. La direzione gara non ha ancora emesso nessun comunicato ufficiale e l’attesa è ancora lunga. Lunga fino alle 18.40, quando ad un certo punto Leclerc sale in macchina e se ne va, proprio mentre nel motorhome della Red Bull scoppia un boato. È il segno inequivocabile che Verstappen non è stato penalizzato ed ha vinto coì la sua sesta gara in Formula 1.

UN FINE SETTIMANA DI PIAGNISTEI

Possibile parlare di noia, dopo una gara del genere? Sembrerebbe impossibile, invece siamo costretti a farlo. I ferraristi – a dire il vero molto più che la Ferrari – non avevano digerito in Francia la penalizzazione inflitta a Sebastian Vettel in Canada, per aver stretto contro il muro Lewis Hamilton rientrando in pista dopo aver commesso un errore. Una penalizzazione ingiusta, sulla quale anche noi ci eravamo schierati dalla parte del tedesco della Ferrari. In Francia, qualsiasi moscerino attraversasse la pista era sufficiente a far gridare i tifosi della rossa alla penalizzazione di Tizio o di Caio, per fare il pari con l’ingiustizia subita in Canada da Seb.

In Austria, 21 giorni dopo la gara nordamericana, pensavamo che l’episodio fosse ormai finito nel dimenticatoio, anche perché, diciamo la verità: Vettel quest’anno non è proprio un rivale pericolosissimo per Lewis Hamilton (di questo passo dovrà temere molto più Charles Leclerc e Max Verstappen) e non è che con i 5 punti in più del Canada sarebbero cambiati i destini del mondiale. Ma, nonostante questo, ci sbagliavamo. Fin da venerdì, qualsiasi occasione era buona per far gridare alla penalizzazione, allo scandalo, all’ingiustizia: così quando Raikkonen, durante le qualifiche di sabato, si ritrova dietro ad un curvone la Mercedes di Hamilton fuori traiettoria, i telecronisti televisivi ed i fan della rossa gridano allo scandalo planetario! Penalizzatelo! Punitelo! Sparategli alle ruote!

Il tutto accompagnato dal solito vittimismo di chi sa di non avere altre speranze di vittoria se non quelle dettate da una penalizzazione degli avversari. Così, ascoltare i ferraristi significava ascoltare un mantra per il quale “Hamilton, per la manovra su Raikkonen, non sarebbe mai stato punito, mentre se al suo posto ci fosse stato Vettel…”. E invece, alla fine, la penalizzazione è arrivata anche per il 5 volte campione del mondo.

Ovviamente, dopo il contatto con Leclerc, anche oggi tutti a gridare allo scandalo! Dal team principal Ferrari all’ultimo dei tifosi, tutti a pretendere una penalità per Verstappen, reo di aver sorpassato con troppa vivacità la Ferrari numero 16. Gli stessi che, 21 giorni prima in Canada, avevano gridato allo scandalo per la decisione dei commissari di gara di penalizzare Vettel, perché, dicevano: “facciamoli correre questi ragazzi! Basta regole oppressive! Basta regolamenti che uccidono lo spettacolo! Senza qualche manovra al limite non è più Formula 1”.

Frasi che, evidentemente, i commissari della gara austriaca devono aver preso alla lettera. “Facciamoli correre questi ragazzi” dicevano i ferraristi dopo il Canada e in Austria, i ragazzi, sono stati fatti correre. In barba alle lamentele ed ai piagnistei, l’unica cosa noiosa di un fine settimana divertente come non se ne vedevano da tempo!