Non ci sono più, sono stati abbattuti gli otto tigli che si trovavano nell’aiuola di Porta al Prato, a Firenze.

La motivazione e soprattutto le conseguenze di tali abbattimenti sono due temi di cui si sta discutendo molto nelle ultime settimane, nel Salone dei Duecento, del Consiglio Comunale.

Se inizialmente il Comune aveva riferito che gli alberi danneggiati dalla “ditta esecutrice dei lavori civili di sistemazione urbana durante la realizzazione delle fondazioni di un muro” sarebbero stati sostituiti, ha poi fatto sapere che l’Amministrazione “è pronta a chiedere il risarcimento danni” per l’accaduto.

Notizia subito commentata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia-Firenze in Movimento, Arianna Xekalos e Francesco Torselli, i quali si sono domandati “come mai l’Amministrazione Nardella ha cambiato idea, visto che 36 giorni fa ha risposto ad una nostra interrogazione, in cui sollevavamo il problema, dicendo che non avrebbe chiesto risarcimento se non quello relativo al ritardo dei lavori della Tramvia?” e ancora “solo la sollevazione cittadina e le elezioni fanno venire il buon senso?

Dopodiché, per sciogliere ogni dubbio, la Consigliera Arianna Xekalos ha presentato una domanda di attualità, discussa nel Consiglio Comunale dell’11 marzo. Discussione che dopo l’aula è continuata fuori, a mezzo di comunicati stampa. E se la consigliera Xekalos ha puntato il dito contro l’Amministrazione perché “Firenze è stanca di promesse non mantenute, come è stanca di avere un’amministrazione che guarda agli interessi pubblici solo quando c’è una sollevazione cittadina e magari le elezioni vicine” e ancora “oggi rispondendo ad una mia domanda di attualità mi è stato confermato che non è stata fatta nessuna richiesta di risarcimento, ecco la verità”; l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti ha replicato affermando che “la consigliera Xekalos non distingue la richiesta di una penale rispetto alla richiesta di un risarcimento danni”.

Ma non è finita qui, perché pochi giorni dopo è l’Assessore all’ambiente, Alessia Bettini, ad intervenire, facendo sapere che l’abbattimento si è reso purtroppo necessario a causa dell’irrimediabile danneggiamento degli apparati radicali ad opera della ditta esecutrice dei lavori civili di sistemazione urbana durante la realizzazione delle fondazioni di un muro”, che l’obiettivo del progetto è quello di “rafforzare l’impianto arboreo con importanti integrazioni e recuperare piccoli spazi all’uso pedonale” e che la motivazione del progetto è data dalla ” necessità di diminuire la dimensione dell’area per allargare la sezione stradale che permette l’accesso dal viale Belfiore al viale Fratelli Rosselli e l’ingresso da via della Scala e recuperare posti auto ai lati della nuova piazzetta con un parcheggio motorini in testa verso Porta al Prato”.

Così se l’area doveva diventare “una nuova piazza pedonale, pavimentata, alberata, con aiuole, cespugli fioriti ed arredi” oggi non si sa bene cosa sia, e questo ha suscitato diverse polemiche sia tra le opposizioni politiche che tra gli ambientalisti.

Siamo certi che questo tema continuerà a far discutere, visto che il Consigliere Tommaso Grassi ha presentato per il Consiglio Comunale di lunedì prossimo un question time con oggetto “Alberi a Porta al Prato abbattuti per sciatteria”.