Il fatto che Matteo Renzi voglia in tutti i modi istituire dei gruppi parlamentari autonomi, avendo anche la faccia tosta di dire che questo servirà a stabilizzare il governo, è l’indicatore certo della sua visione di questo esecutivo come una mera tappa che sarà utilizzata solo ed esclusivamente come una fase di passaggio per ottenere una legge elettorale di tipo proporzionale che rimporti un personaggio come lui, bocciato dagli elettori, ad avere un peso centrale nella formazione di esecutivi deboli dipendenti anche da partiti che ipoteticamente potrebbero non raggiungere percentuali a due cifre.
Abbiamo visto Presidenti del Consiglio espressione di formazioni politiche che facevano fatica ad arrivare al 5%, in passato.
Il vero sogno di Renzi, è quello di poter condizionare le sorti del paese come guida di un raggruppamento centrista che tenga unite un gruppo di anime parlamentari coalizzabili sia con una sinistra socialdemocratica, che con una destra liberale ed Europea.
Taluni possessori di facile erudizione potrebbero vedere in questo ritorno la vecchia democrazia cristiana.
Ma la Democrazia Cristiana era un partito sicuramente facilmente coalizzabile, che però trovava il suo più profondo significato di esistere in un contesto storico profondamente differente.
Soprattutto legata a dei valori.
Oggi Renzi cerca di ricreare un grande centro perché egli vuole soltanto poter essere perpetuamente determinante alla formazione di governi, e restare in qualsiasi contesto, nell’ombra o in prima persona, il manovratore dei palazzi del potere.
Un tempo auspicava il premierato forte, leggi elettorali super maggioritarie .
Perché un tempo era un uomo che credeva di poter convincere il popolo a dargli fiducia.
Persa la fiducia del Popolo, ha tranquillamente scelto di perseguire il conseguimento del potere prescindendo dal consenso ed accettando i balletti parlamentari.
In fondo coerentemente con la tua visione di portare avanti solo se stesso.
Ora più tempo si regala a Renzi più lui consolidera’ il suo progetto.
Avuta una legge proporzionale, cercherà di piazzare uomini chiave in posti di potere per aumentare le basi della propria influenza.
Il più grande errore è se questo governo dura, perché più dura più Matteo Renzi ha la possibilità di strutturarsi, meno tempo dura più velocemente si va a elezioni, più ostico per lui è il traguardo.
Soprattutto con l’attuale legge elettorale ed un voto a breve termine, avrebbe difficoltà a diventare determinate.
Questa è l’occasione storica sia per il Partito Democratico che per i pentastellati , di non lasciare che l’ago della bilancia sia sempre l’ex sindaco di Firenze .
Consentire la riuscita del progetto renziano significa determinare per i prossimi anni, governi sempre meno rispondenti alla volta del popolo, e sempre più frutto di compromessi parlamentari.
Se il governo regge, l’unico vero vincitore sarà proprio colui che ha perso la fiducia della gente.