Berlino. Il mondo attende col fiato sospeso le decisioni del vertice previsto per domani, 19 gennaio. La posta in palio è alta: gli attori del palco libico sono ormai troppi, compreso Erdogan la cui presenza in loco non è certo rassicurante…

La capitale tedesca era già stata sede di un vertice sul futuro del Mediterraneo (e più ampiamente dell’Africa) nel tardo XIX Secolo. Allora in gioco c’erano la spartizione del Congo e il rafforzamento degli scali commerciali guglielmini in Camerun. Francia, Prussia, Inghilterra, Stati Uniti e Belgio erano le nazioni con maggiori interessi nel Continente Nero. Parigi e Londra, in particolare, potevano già vantare un vasto impero coloniale che nel corso del secolo aveva aumentato la sua estensione anche grazie alla crisi profonda dell’ormai vetusto impero ottomano

Il 1884 fu una data simbolo nel rapporto fra Europa ed Africa, poiché allora iniziò l’esplorazione (per fini certo non solo geografici) di una terra estremamente vasta, ancora florida e ricca di risorse minerarie. 

L’Italia, che tre anni prima aveva perso l’opportunità di conquistare la Tunisia (sottratta dai francesi), partecipò con il ruolo di osservatore insieme a Russia, Austria e Impero ottomano, quest’ultimo profondamente ridimensionato nel suo ruolo geopolitico da un’altra conferenza, sempre berlinese, nel 1878.

Il vertice del 2020, fortemente voluto da Germania e Italia, vede una Turchia “rampante”, decisa ad estendere la sua influenza sul paese nordafricano. Ciò vorrebbe dire investimenti in ambito energetico a scapito degli interessi nostrani, “controllo” dei flussi migratori e ingerenza sulla politica locale. Un eventuale schiaffo turco, stavolta, lascerebbe un segno molto più profondo di quello francese del 1881. 

 

 

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Giornalista e fotoreporter. La sua prima, più importante “scuola” è stata GQ per la quale si è occupato di moda maschile, eventi, luxury, eros e talvolta di enogastronomia, spaziando fra cucine stellate e razioni da campo. Due lauree, una in Storia e un’altra in Storia e Politica Internazionale. La passione per lo studio del passato e per l’analisi della politica estera lo accompagna sin dai tempi dell’università. Oggi collabora con importanti riviste di settore italiane e straniere (BBC History, Conoscere la Storia, AeroJournal, Affari Internazionali) e realizza reportage in Italia e all’estero per IlGiornale, LiberoQuotidiano, RID. Ha pubblicato due libri di storia aeronautica ed è in attesa dell’uscita di due nuovi dedicati ai Balcani. Crede nel valore dell’esperienza e non ha mai rinnegato il passato. Ogni argomento trattato, per quanto diverso, ha infatti dato qualcosa in più al suo lavoro. Cura uno spazio su igersitalia.it e gestisce il profilo ufficiale Instagram @Igers_terni_ E’ responsabile della rubrica “difesa” di AdHocNews.it