Il Convento di Sant’Orsola si apre alla città, in occasione della ricorrenza dei festeggiamenti della Santa e in occasione del prossimo via ai lavori di riqualificazione delle facciate e del tetto dell’ex convento nel quartiere di San Lorenzo, grazie alla Città Metropolitana fiorentina che propone la possibilità di vedere lo storico edificio anche al suo interno.

La storia di Sant’Orsola inizia nel 1309 grazie a quattro monache benedettine: Francisca, Cina, Ioanna, Caterina.

Le monache fondarono il convento che, nel tempo, grazie a un lungo processo di acquisizioni ed ampliamenti, assunse alla fine del Cinquecento la consistenza attuale.

Nel 1808 il convento venne soppresso per ordine del governo francese: l’ultima messa fu celebrata il 13 ottobre 1810.

Il convento, soppresso, fu trasformato in Manifattura Tabacchi fino al trasferimento delle attività nel complesso di piazza Puccini nel 1940.

Le sue alterne vicende proseguirono nei decenni successivi, fino all’interruzione del cantiere che ne avrebbe dovuto sancire la trasformazione in caserma della Guardia di Finanza.

Divenuta nel 2007 proprietà dell’allora Provincia di Firenze (oggi Città Metropolitana), è stata oggetto di una campagna di scavo archeologico nei locali della prima chiesa: qui sono state rinvenuti pavimentazioni, vani interrati, un altare e un certo numero di sepolture.

A partire dal 27 ottobre 2018 sarà possibile visitare eccezionalmente il complesso di Sant’Orsola grazie a un programma di visite guidate gratuite a cura di MUS.E.

Il percorso, della durata di un’ora e un quarto, si snoderà lungo gli spazi che costeggiano i due cortili e il chiostro, nella sala della seconda chiesa e infine nell’area archeologica.

Ricordiamo che nella chiesa del monastero, nel 1542 fu certamente sepolta Lisa Gherardini del Giocondo, probabile modella della Gioconda dipinta da Leonardo da Vinci. Qui aveva vissuto gli ultimi anni di vedovanza, vicino alla figlia Marietta (suor Ludovica) monaca a Sant’Orsola . 

Saranno cinque le giornate dedicate alle visite di Sant’Orsola: il 27 e 28 ottobre, il 3, il 4 e l’11 novembre.

Per ogni giornata sono previsti quattro cicli di visite: alle 10.30, 11.30, 14.30 e 15.30. Ad ogni visita potranno partecipare gruppi di massimo 25 persone.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione (MUS.E Firenze: 055.2768224 e 055.2768558, num. attivi tutti i giorni 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17, la domenica dalle 9.30 alle 12.30. Mail: info@muse.comune.fi.it).

Luogo di ritrovo per la visita: via Panicale, dieci minuti prima dell’orario di partenza. Al termine della guida, l’uscita sarà in via Sant’Orsola.

 

Credits fotografici: 
Di Benozzo Gozzoli – http://www.nga.gov/content/ngaweb/Collection/art-object-page.408.html, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=787617
Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37655167

 

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Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre. Ha poi contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon in mostre e progetti culturali di respiro internazionale.