Raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate hanno colpito pesantemente l’agricoltura con danni che – secondo Coldiretti – superano i 150 milioni di euro: campi allagati, coltivazioni distrutte, ulivi secolari sradicati, muri e tetti crollati, animali sfollati e mandrie isolate. L’agricoltura fa la conta dei danni della violenta ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha colpito l’Italia da Nord a Sud e che non non accenna a diminuire.

Maltempo: paura per i territori a maggior rischio idrogeologico

Il maltempo si abbatte sull’Italia in un autunno asciutto. A settembre sono cadute il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con terreni secchi che amplificano il rischio idrogeologico. E mentre Comuni, Provincie e Regioni si accingono a chiedere lo stato di calamità, ai danni del maltempo si aggiunge il rischio frane e crolli, che secondo Coldiretti interesserebbe circa 7275 comuni, il 91,3% del totale1. Quello che è accaduto ai piedi della Marmolada, dove meraviglie naturali come la Gola dei Serrai di Sottoguda e la Valle di San Lucano sono state completamente cancellate da un uragano di categoria 4. Distrutti anche alcuni dei borghi veneti più belli d’Italia tra cui Rocca Pietore, rimasta completamente isolata, raggiunta solo nele ultime ore dagli uomini della Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e dall’Esercito. Sulla questione interviene Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana: “La gestione del territorio diventa una priorità fondamentale ed inderogabile. Sono essenziali interventi di manutenzione del reticolo idraulico, con il 100% dei Comuni toscani classificati a rischio frane ed alluvioni, fino alla cura e dei boschi e delle piantagioni. Se la manutenzione ordinaria non viene svolta – continua Filippi – gli eventi calamitosi si amplificano con effetti sempre più pesanti. In questo senso deve essere sempre riconosciuto il ruolo di custodia del territorio svolto dalle imprese agricole“.

Segno che il clima è definitivamente cambiato: precipitazioni eccezionali, temperature anomale ed una escursione termica elevata e repentina non possono che nuocere all’agricoltura, stravolgendo il profilo dell’Italia agricola. Nel frattempo Coldiretti ha siglato un patto contro il rischio idrogeologico con UNCEM (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani), che punta a contrastare l’erosione dei terreni favorendo servizi di vigilanza e soccorso in caso di calamità naturali.

Piogge torrenziali e trombe d'aria sconvolgono la penisola: il maltempo mette in ginocchio l'agricoltura
Piogge torrenziali e trombe d’aria sconvolgono la penisola: il maltempo mette in ginocchio l’agricoltura

Maltempo: da Nord a Sud la mappa dei danni nelle campagne italiane

Ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono le zone rurali, con gravissime rispercussioni per le popolazioni residenti e per l’agricoltura: drammatica la situazione fotografata dalla Coldiretti in un comunicato stampa che sembra un vero e proprio “bollettino di guerra” esteso a tutta la Penisola. Si parte dalla Sardegna, colpita da una tempesta di ghiaccio e vento che ha interessato principalmente l’Oristanese, il Marghine, Alghero ed il Sulcis, danneggiando gravemente le coltivazioni di ortaggi ed olive, gli annessi agricoli ed i mezzi mentre la pioggia, che continua ad interessare la zona, mette a rischio le provviste di fieno per l’inverno.

In Liguria, mentre entrambe le Riviere sono in ginocchio per i danni del maltempo e per il vento che ha registrato raffiche fino a 120km/h ed alcuni paesi restano isolati, gli olivicoltori fanno la conta dei danni: fino al 50% di olive in meno, tra cui la pregiata Taggiasca. Gravi danni anche per la floricoltura, l’allevamento e la mitilicoltura.
 
Solo 15 minuti sono bastati in Puglia per distruggere edifici e recinzioni, sradicare ulivi secolari e spazzare via le olive già in fase di raccolta. Una violenta tromba d’aria si è mossa da Manduria e Martina Franca fino a colpire gran parte della provincia di Brindisi: Apani, Brindisi, Latiano, Oria, Francavilla e Torre Santa Susanna i comuni dove si sono registrati i danni più gravi.
 
In Lombardia a rischio le consegne di latte ed i rifornimenti di foraggio per una decina di aziende agricole nella Bergamasca, dove, a causa della pioggia battente, a Vilminore in Val di Scalve è franata una strada. Problemi di erosione delle vie di comunicazione anche a Oltre il colle, sempre nella Bergamasca. Osservati speciali i fiumi: il Po ed il Serio nel Cremonese, già esondato nei giorni scorsi quando ha allagato i campi tra Mozzanica e Sergnano; l’Oglio nella zona di Castelvisconti e l’Adda nell’area di Pizzighettone.

In Veneto restano isolate intere valli, con aziende agricole ed agriturismi ma anche interi borghi impossibili da raggiungere, evacuati alcuni paesi di montagna a rischio come Perarolo di Cadore nel Bellunese mentre Ponte di Piave in provincia di Treviso si presenta con i vigneti sott’acqua e nel Vicentino gli agricoltori monitorano gli argini dei torrenti assieme alla Protezione Civile. Preoccupano anche la situazione del fiume Brenta e quella del Piave, che fa presagire uno scenario da “alluvione del 1966”.
 
Centinaia di ettari di colture ortofrutticole sott’acqua anche in Lazio, in provincia di Latina, dove le piogge dei giorni scorsi unite ad una tromba d’aria violenta hanno danneggiato serre ed annessi. Vento forte e trombe d’aria anche in Piemonte: capannoni scoperchiati, danni alle coltivazioni di mais e tetti spazzati via in particolare nella zona di Acqui Terme (Alessandria), nell’Astigiano e nel Torinese. Situazione grave per gli impianti serricoli e le colture invernali anche nel Salernitano mentre in Emilia Romagna è il piacentino la zona maggiormente colpita dalle raffiche di vento: stalle e cascine scoperchiate, piante cadute, portici e muri crollati.

Frane e smottamenti a causa delle violenti piogge nella Lunigiana, dove alcuni paesi sono rimasti isolati. Disagi in Toscana anche a causa del forte vento: nel grossetano gli alberi caduti sulle linee elettriche hanno lasciato senza elettricità Gavorrano e zone limitrofe mentre in provincia di Pisa la forte tromba d’aria si è abbattuta sulla zona tra Orciano pisano e Rosignano Marittimo, scoperchiando un capannone agricolo per il ricovero di mucche e vitelli, prontamente portati in salvo. Il vento non ha risparmiato le abitazioni rurali a Leciaglia e Chiappino nel livornese nè la zona di Santa Luce e Cecina.
 
In Calabria nell’area jonica cosentina – riferisce Coldiretti – sono esondati diversi torrenti allagando campi e serre, affogando le piante appena messe a dimora. Allagamenti anche nell’alto Jonio Crotonese, dove si registrano campi di ortaggi, oliveti ed agrumeti totalmente allagati e isolati mentre in provincia di Reggio Calabria frane e smottamenti hanno isolato strade provinciali e di campagna.
 
Infine la Sicilia, dove l’ultima ondata di maltempo abbattutasi nella zona di Gangi ha scoperchiato tetti e capannoni mentre è a rischio la semina del grano, dell’orzo e del farro nella Piana delle Madonie.


1 elaborazioni Coldiretti su dati Ispra
[Fonte: comunicato stampa Coldiretti]