Maceo Carloni

La Storia non innalza tribunali e non fa processi, deve sforzarsi di dare un senso alla morte di quest’uomo, dramatis personae, in cui si raccoglie il dolore di tutta un’umanità” scrive Vincenzo Pirro in Maceo Carloni. Storia e Politica (Intermedia Edizioni, 2018), volume scritto a quattro mani da Pirro insieme al figlio Danilo, a Fabrizio Carloni e a Stefano Fabei. In verità le parole e le ricerche del professor Vincenzo Pirro sono inserite postume in quanto venuto a mancare alcuni anni fa ma a lui si deve la riscoperta della vicenda, umana e politica, di Maceo Carloni sindacalista delle Acciaierie barbaramente ucciso a un mese dalla Liberazione di Terni. 

Parole parlano chiaro: non un tribunale storico per i responsabili, semmai la ricerca scientifica (come da insegnamento di Marc Bloch) per tracciare i contorni di una vicenda che decenni di dimenticanza e di speculazione hanno offuscato. 

Casteldilago (TR). La croce eretta e curata dalla gente del posto nel luogo in cui fu rinvenuto il cadavere del sindacalista. La salma di Carloni riposa nel cimitero di Terni.

La vicenda Maceo Carloni è figlio di marchigiani originari di Fossombrone e trasferitisi ad  a Terni a inizio Secolo XX, allora importante centro siderurgico che offre lavoro a migliaia di italiani. Durante la leva in Marina Maceo sbarca sulle coste di Sebastopoli dove, come ricorderà nelle sue memorie, viene a contatto con la drammaticità della Guerra civile russa e matura un sentimento di opposizione al comunismo bolscevico. Una repulsione che tuttavia non lo spinge fra le braccia del Fascismo, poiché egli stesso si considera un mazziniano attento alla condizione dei lavoratori della grande fabbrica, delle donne, dei bambini e degli emarginati. Sindacalista nell’animo, negli Anni Trenta si avvicina al cosiddetto “sindacato fascista” sia perchè unico riconosciuto dalla legge sia perché attratto  da quelle sfumature sociali e rivoluzionarie che il movimento fondato da Mussolini aveva espresso anni prima nel Manifesto di San Sepolcro. Eletto rappresentante presso le commissioni di fabbrica dagli operai della Società Terni, provvede a curare l’inserimento e l’assistenza degli impiegati con difficoltà e il reinserimenti dei detenuti, confinati compresi. E, con molta probabilità, la memoria di quell’ “aiuto” ricevuto da un “fascista” spinge alcuni partigiani della Brigata Garibaldina “Antonio Gramsci” ad assassinarlo il 4 maggio ’44. Maceo non era entrato nel Fascio repubblicano ma ciò non bastò a evitargli una morte orribile: coltellate, evirazione, testa spaccata.

Il libro I processi del dopoguerra si esauriscono con l’Amnistia per i crimini commessi nella Guerra civile pertanto i responsabili dell’omicidio non pagano. Ciò spinge Enrico Carloni, figlio di Maceo, a spendere buona parte della vita (è deceduto lo scorso giugno) a raccogliere prove e documenti sull’innocenza del padre che i carnefici prima e di detrattori poi hanno definito “capoccia fascista e sfruttatore dei lavoratori” e sui silenzi di un’intera città al tempo dei fatti poco interessata alla loro dinamica e infine completamente dimentica. Maceo Carloni. Storia e Politica è l’ultimo sforzo di Enrico e del team di ricercatori che lo hanno affiancato in questi anni, in primis Vincenzo Pirro. Un volume da leggere per due motivi: uno, perché ripercorre un capitolo di storia nazionale attraverso l’analisi e la condivisione di documenti unici frutto di decenni di dura ricerca, secondo perché non esalta né affossa la Resistenza preferendo raccontarla per ciò che fu realmente: un fenomeno umano con le sue luci e le sue ombre, con i suoi eroismo e con le sue cupe, violente contraddizioni. 

Per chi fosse interessato, la prima della presentazione di Maceo Carloni. Storia e Politica avrà luogo alla Biblioteca Comunale di Terni giovedì 8 novembre alle 0re 17.00 presso i locali della Biblioteca Comunale di Terni. Presenti gli autori, il Sindaco di Terni Leonardo Latini e il vice Sindaco e Assessore alla Cultura Andrea Giuli.